The name of the game di Leda Gheriglio

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The name of the game

di Leda Gheriglio

 

Oggi
Numero uno: “Sto uscendo senza mutandine, nell’eventualità impossibile di incontrarti”.
Numero tre: “E io mi sto segando senza venire, riempendomi le palle di succo caldo, nell’eventualità impossibile di incontrarti”.
Numero uno: “Mi fai sciogliere. Mi bagno e mi bagno così tanto che potresti trascinarlo tutto con le dita, piano, fino al buchino del mio culo e aprirmi lentamente e profondamente. Il pensiero delle tue palle piene mi sta torturando. Mi sto toccando sopra i vestiti, voglio inzupparmi le mutandine pensando alle tue palle colme”.
Numero tre: “Si, non voglio venire. Me lo agito per riempirmi bene le palle”.

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© Valentina Formisano

Il giorno dopo
Numero tre: “Troia, cazzo me l’hai fatto diventare duro, sto guardando e riguardando il video, per chi l’hai fatto?”.
Numero uno: “Solo per te, l’ho fatto quando mi sono chiusa in bagno per ascoltare i tuoi messaggi vocali, la tua voce mi eccita ma non posso ascoltarli stasera, siamo a cena fuori con alcuni amici”.
Numero tre: “Io, nascosto per te, ho fatto questo video, tra qualche ora non potrò più leggere i tuoi messaggi, sarò anche io con la mia famiglia. Se ripenso ai tuoi piedi avvinghiati al mio culo mentre ero dentro di te, torna di nuovo duro”.

Due notti dopo
Numero tre: “Più passa il tempo e più l’attesa diventa afrodisiaca”.
“quando torni qua?”
Numero uno: “Non so ancora come sono messa con il lavoro e non ho più un appoggio laggiù, dovrei prendere un albergo come l’altra volta, quando tu sei venuto da me”.
Numero tre: “Ma io voglio strapparti la carne a morsi, voglio scoparti in tutti i modi”.
Numero uno: “Non resta che l’asfalto sotto di noi e il cielo sopra”.
Numero tre: “Oh, si! Prenderti così, mi piacerebbe”.

Il giorno seguente
Numero uno: “Sto facendo il bagno, l’acqua è calda e la mia pelle pure”.
Numero tre: “Me lo fai diventare duro, sento il gracidare dell’acqua intorno”.

Due settimane dopo
Numero tre: “Mi sto toccando, ho il cazzo che balza fuori dalle mutande”.
Numero uno: “Scopami la bocca fai di me tutto ciò che vuoi, ti desidero moltissimo”.
Numero tre: “Penso alle tue dita lunghe e magre, guardo le tue labbra morbide e vorrei affondare il mio cazzo fino in fondo alla tua gola e sbatterti le palle in faccia. Questo video è molto bello ma l’ho guardato senza l’audio, sono in compagnia. Ho il cazzo duro”.

Il giorno seguente
Numero uno: “Ho comprato un fallo d’ebano, vorrei che abusassi di me anche con questo splendido gioiello”.
Numero tre: “Io terrai in bocca mentre siedi in ginocchio con le braccia dietro la schiena e le gambe aperte. Io ti sfiorerò la fica con i polpastrelli”.
Numero uno: “Mi bagno”.
Numero tre: “Voglio vederti gocciolare, dalla bocca e dalla fica. Voglio stille di te sul pavimento, altrimenti non avrai il mio cazzo”.
Numero uno: “Non resisto, prendo un treno martedì prossimo, inventerò qualcosa, non voglio aspettare ancora”.

Due settimane dopo
Numero due: “Sapevo che esistevi, una parte di me vorrebbe spaccarti le ossa, l’altra pure. Numero uno è in ospedale, io devo fare le capriole tra il lavoro e i bambini. Ti va se non vengo a romperti i denti? Ti va di fare un salto qui e darmi una mano? Ogni tanto è cosciente, magari le piacerebbe vederti ma non oserebbe dirmelo. E soprattutto mi daresti una mano, solo non ce la faccio, se sei dentro questo smartphone lo sai: un cazzo solo non basta mai.
Ti aspetto,
l’amico di cui non potrai più fare a meno”.

Tre ore dopo
Numero tre: “Non so cosa dire. Verrò quanto prima. Ti chiamo stasera, mi dirai anche dove raggiungerla, vorrei vedere prima lei, da solo”.

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© Valentina Formisano

Il giorno dopo
Numero tre: “Non ho detto niente a mia moglie, sarebbe una complicazione di troppo al momento. La tua voce mi piace, sembri una persona davvero determinata. So che mi consideri un vigliacco e che una parte di te spera che ci sia amore tra me e lei ma sotto sotto spera ancor di più il contrario… il punto è che scopavamo e basta. Amore è tante cose, ma stai certo che entrambi non avremmo mai barattato la nostra relazione con le nostre rispettive vite. Verrò, ma non è la cosa giusta da fare”.
Numero due: “Non mi interessa parlare di voi due, ti ho contattato perché ho bisogno di una mano e perché credo sia giusto agire in questo modo. Lei non può contattarti e magari vorrebbe. Che marito sarei se non la mettessi nelle condizioni di poter fare ciò che vuole?”.
Numero tre: “Non è detto che tu sappia sempre ciò che lei vuole. Di certe cose non abbiamo mai avuto condivisione e tua moglie è sempre stata molto riservata in tanti aspetti della sua vita e nel suo modo di gestire la nostra relazione. Raggiungerla vorrebbe dire andare contro la sua volontà, ne sono sicuro. Entrerei in un perimetro che non mi hai mai concesso di valicare e che io non ho mai desiderato valicare. Tu vuoi fare pasticci”.
Numero due: “ Tu invece vorresti farti i cazzi tuoi e fregartene. Se dovesse restare paralizzata tu avrai l’amante in sedia a rotelle, questa storia finisce quando lo decido io”.

Un mese dopo
Numero tre: “Ciao, scusami se ti scrivo soltanto adesso. Ho letto la tua mail questa mattina, ma volevo essere sicuro prima di risponderti. Come pensavo mia moglie ha prenotato un viaggetto questo weekend senza i bambini e quindi non potrò esserci. Spero che tu capisca, mi dispiace”.
Numero due: “Ti aspettiamo sabato alle 11:30”.
Numero tre: “Non posso, mi trovo in una situazione impossibile”.
Numero due: “Sai come la penso e sai di cosa sono capace. Io dico che sabato ci sarai”.

Sei ore dopo
Numero uno: “So come ti senti, ma non è importante. Si tratta di una volta al mese, ce la farai. Altrimenti puoi sempre scegliere di raccontare a tua moglie di me. Mio marito non ti ha chiesto altro. La mia famiglia si occupa di me e non ho bisogno di te, come è sempre stato. Ci vediamo occasionalmente e non sei costretto a scoparmi in questa mia nuova condizione. Sai che comunque sono io a non desiderarlo. Sai anche che questo messaggio serve a farti ragionare e nient’altro. L’appuntamento rimane per sabato alle 11:30”.
Numero tre: “Quello che tuo marito non sa è che io non riesco più a fare l’amore con mia moglie. Non posso fare quello che mi chiede, non ce la faccio. Hai letto la mail che mi ha scritto? Mi chiede di fare un clistere prima di raggiungervi dato che la prima volta ho smerdato tutto”.
Numero uno: “Mi sembra molto chiaro, a sabato”.
Numero tre: “Mi ha scritto che questa volta non mi farà inculare da solo su un cazzo finto, mi ha scritto che ha chiamato due professionisti. Mi ha scritto che domenica devo pulirvi casa con il culo rotto. Perché non stavi più attenta al volante? Sei una brutta troia, sapevo che mi avresti combinato dei casini”.
Numero uno: “Ti consiglio di scegliere con più cura le parole e le frasi da scriverci, almeno finché non ti sentirai pronto a fare due chiacchiere con tua moglie, ma penso che il tuo culo avrà modo di sfondarsi ben bene prima che tu possa deciderti. 11:30, non è ammesso ritardo”.

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© Valentina Formisano

Valentina Formisano
Valentina Formisano, nasce in provincia di Napoli nel 1987.
Si trasferisce nelle Marche all’età di 11 anni dove vive, studia e lavora fino al 2016.
Si laurea con lode e menzione per la pubblicazione della tesi in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata nel 2013; svolge la sua attività di artista e di assistente di laboratorio presso l’Accademia di provenienza per gli anni seguenti al conseguimento del diploma.
Ha partecipato alla realizzazione del libro Il senso delle nuvole, progetto di scrittura collettiva edito da Ensemble (2014), collabora occasionalmente alla stesura di romanzi, e ha in cantiere vari testi a 4 mani e collaborazioni. A breve registrerà un programma radiofonico di suoi audio racconti a tema erotico a seguito della selezione da parte dell’emittente svizzera Radio Gwendalyn per il programma Onair B&b.
Nel 2017 si classifica terza ex-equo al concorso letterario “Racconti commestibili” indetto da Maschietto Editore. Nello stesso anno si trasferisce a Firenze per frequentare la scuola di specializzazione di incisione Fondazione Il Bisonte grazie al conseguimento di una borsa di studio.
Attualmente è tornata a Macerata dove vive, dipinge e scrive sul suo blog Blue Hotel.
Contatti
Sito: valentinaformisanoblog.wordpress.com

 

Leda Gheriglio
Leda Gheriglio 16 luglio 1987 Catania. Leda è su Facebook da tre anni circa e usa il suo profilo per pubblicare video e foto. È autrice di un romanzo di totale insuccesso dal titolo “Il clitoride cataro” e di una inedita raccolta di racconti. Posa per foto, disegni, dipinti. Le collaborazioni che le stanno più a cuore sono con A. Gallo, F. Lo Bianco, S. Ridi, S. Buttò, C. Biondo, S. De Donà, R. Caruso e S. Occhipinti, che ha illustrato tre racconti che ho scritto qualche anno fa. Leda ha realizzato tre video per il cantautore Lello Spontini e ha avviato una collaborazione antiperformativa con Luca Atzori a cui si è unito Alex Gallo. Ha scritto un nuovo libro dal titolo “Uruboro” acquistabileCLICCANDO QUI. 

Contatti
Instagram: @ledagheriglio
Facebook: @leda.gheriglio

 

La rubrica senza filtri è a cura di T-Squirt con la necessaria e preziosa collaborazione di Elena Giorgiana Mirabelli ,redattrice e responsabile progetti di Arcadia book&service.

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