Estasi dell’osceno e Sacro esibizionismo – Intervista ai Rosario Gallardo

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” Il lavoro che da vita a Rosario Gallardo è ben oltre il “politically correct”, è sperimentazione estetica, pratica di autoguarigione e sacra iniziazione. Pratichiamo un “esibizionismo sacro” che da vita a una “pornoestetica” con cui attuiamo una “pornoguerrilla” “. Rosario Gallardo

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Rosario Gallardo


Fine aprile 2012. Facendo zapping in tv, ho la fortuna di imbattermi in Rosario Gallardo, ospiti della trasmissione di Rai 2 “Stracult”, presentata da Marco Giusti. Il tema è il post porno, e non conoscendo affatto l’argomento mi soffermo con curiosità ad ascoltare le loro parole, coppia nella vita e nel collettivo da loro formato e che nel 2009 prese il nome, appunto, di Rosario Gallardo.
“Il post porno ha una forte valenza culturale e politica. Il porno mainstream è fatto da uomini per uomini, mentre il post porno è fatto da una moltitudine di generi, tutti hanno pari diritto” queste le parole da loro usate come risposta alla domanda di Giusti su cosa fosse per loro il post porno. Da qui era chiaro per me lo spessore del duo. La profondità politica e personale in quello che fanno. Che sia fotografia, che sia video, che sia performance, qualsiasi cosa realizzano è come ricevere uno schiaffo in viso alle cinque di mattina. Per quanto sonno tu possa avere, stai sicuro che ti sveglia.
Non voglio dilungarmi oltre, le loro risposte alle mie domande sono il modo migliore per conoscerli, oltre che, ovviamente, acquistare il loro libro in imminente uscita , “L’estasi dell’osceno”. Ma si parlerà anche di questo, quindi spazio alle parole mai scontate de Rosario Gallardo.

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Domanda.Doveroso iniziare l’intervista ringraziandovi, per la disponibilità nell’averci concesso questa intervista, la prima domanda riguarda il nome con cui abbiamo iniziato a conoscervi, ovvero Rosario Gallardo, perché questo nome?
Risposta.Ci piace pensare alla nostra produzione come a un rosario. Le persone usufruiscono della nostra produzione per contattare il divino attraverso preghiere biologiche. Le nostre manifestazioni sono semi che costituiscono un rosario gagliardo.
E’ vero che spesso qualcuno crede che si tratti del nome e cognome di una persona; in questo momento, ad esempio, ci hanno sospeso il profilo Facebook principale perché alcuni “amici di amici”, molto per bene, entrando in contatto con un mio autoscatto “sexy”, hanno pensato di dover denunciare questo tale Rosario Gallardo commentando che doveva necessariamente trattarsi di un maiale (magari di mezza età) che abusava dell’immagine di una donna necessariamente vittima ignara. Del resto Facebook tutela un certo tipo di visione del mondo, dei corpi e dei generi. La maggioranza della popolazione occidentale propone ai suoi figli l’immagine di madri che piangono il loro forte figlio morto ucciso a tradimento. E sono militanti nel non voler lasciare spazio a un’immagine di madre desiderata, amata e adorata come una dea che invece di piangere dal dolore ha eiaculazioni durante i suoi multipli orgasmi. Rosario Gallardo è un porco con grosse tette cadenti che squirta sulla folla come un’indemoniata, ma è anche un folle con la macchina fotografica sempre puntata sulla scena capace di piazzare la luce abbastanza bene da suscitare rispetto anche nell’osservatore più ingenuo. RG è collettivo, è golem, è mantra, è l’androgino, è una fede, è un bel gioco, è valoroso e gagliardo.

 

D.Come nasce il duo Rosario Gallardo?
R.Nasce dall’uso della macchina fotografica come mezzo di conoscenza, di ascolto, di incontro, di guarigione, ma anche come preliminare sessuale.
Abbiamo scelto questo nome nel 2009 ma la nostra storia di sesso e macchine fotografiche dura dal 1998, perché è da allora che io e mio marito siamo una coppia. All’epoca lui aveva i capelli e io pesavo meno di cinquanta chili, non c’era ancora il digitale e si andava a ritirare i negativi come s’andasse in chiesa dal confessore. Quando ci siamo conosciuti lui aveva già fatto foto ad altre donne e io tenevo una telecamera fissa davanti al letto. Era il 1999 quando abbiamo postato la nostra prima foto in rete, avevo appena partorito e il cambiamento del mio corpo era stato scioccante. L’immagine mi ritraeva di profilo, viso in ombra, suscitò subito molto scalpore perché si vedeva il mio seno cadente e questo, all’epoca, era vissuto con sconcerto come vergognoso e indecente: fu uno stimolo importante per la nostra evoluzione. Quando capisci che tutti quei mostri interiori che ti tormentano hanno un corpo che prosegue fuori di te e non sono affatto un affare intimo e psicologico, smetti di lottare contro i mulini a vento e guardi in faccia la realtà che non assomiglia alla ridente Mancia.
Ad oggi non abbiamo ancora smesso di scattare foto ai nostri corpi, al cambiamento che il tempo porta, alla quotidianità. Raccontiamo i nostri amplessi, la masturbazione, gli orgasmi, sia cose semplici e quotidiane che visioni surreali e sofisticate.
Rosario Gallardo ha avuto stagioni diverse e una gestazione lunga. Ci fu un forum naturista in un sito di controinformazione, che nel 1999 era molto diverso da quelli di adesso, e ci furono i canali amatoriali italiani, il cyber sex ci aveva subito dato alla testa. Poi ci fu il periodo fotografia glamour e nudo d’arte, con collettive nei locali o in gallerie d’arte. In quel periodo creammo l’identità collettiva RG e gradualmente passammo a un’estetica sempre meno concessiva. Fummo inseriti come progetti permanenti nello storico portale di indie porn “Indinudes”, e iniziammo a partecipare a festival postporno e d’arte erotica e pornografica ma anche di musica e d’arte di mezzo mondo, dalla “Marrana” nel sud America al “Berlin Porn Film Festival” in Germania, dallo “Sziget” in Ungheria al “Porny Days” di Zurigo e molti altri. Per sovvenzionare la nostra produzione nel tempo libero lavoriamo entrambi come camgirl e camboy per un noto sito di webcam, e mentiremmo a dire che lo facciamo soprattutto per sovvenzionarci perché in realtà far arrapare migliaia di sconosciuti esibendoci in cam è anche il nostro gioco preferito.

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D.Le definizioni che si accostano ai vostri progetti ed in generale a ciò che fate è “Porno Estetica” e “Porno Terrorismo”, come definite voi il vostro lavoro?
R.“Porno Terrorismo” è un termine con cui ho visto presentare molte cose ma per noi indica il lavoro di Diana J Torres, una delle poche e più preziose incarnazioni viventi del punk nonché soggetto fondamentale della realtà postporno, femminista prosex e queer. Il nostro lavoro ha un’origine indipendente, ma ci legano molte cose nel brigantaggio, nella radicalità apolitica.
Il lavoro che da vita a Rosario Gallardo è ben oltre il “politically correct”, è sperimentazione estetica, pratica di autoguarigione e sacra iniziazione. Pratichiamo un “esibizionismo sacro” che da vita a una “pornoestetica” con cui attuiamo una “pornoguerrilla”.

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D.E’ uscito da poco il vostro libro “Estasi dell’osceno: Tattiche di Porno Guerriglia”, nel prologo Diana J. Torres scrive: “È un percorso per superare la paura del proprio arrapamento. Si tratta di un’ipotesi politica, ma anche di una meditazione spirituale. “
Senza svelarci troppo, cosa c’è di politico e di spirituale nel vostro libro?
R.No, quello che tu citi non è il prologo scritto da Diana ma la quarta di copertina realizzata da noi e dalla nostra editor. Il libro esiste grazie a lei che ha tanto insistito perché gli dessimo vita. Durante la messa a punto finale corre voce che il manoscritto sia risultato afrodisiaco, ma poi ha rifiutato le mie avance spezzandomi il cuore (darò fuoco a tutte le copie del libro!).
In “Estasi dell’Osceno” ti raccontiamo di questa condizione estatica attraverso cui ripristinare il contatto col divino non mistificato; ipotizziamo un legame tra coercizione sessuale e potere, messa in essere dalla adamitica vergogna fino ai campi per reati politici della Nord Corea. Ma evidentemente devo impegnarmi di più.
Cito dal libro: “E’ nel guardarmi, nell’arraparvi, che mi lasciate entrare, diventando me e con me vi liberate e godete. … A volte mi è parso di fare vaticini e vedere cose durante l’orgasmo, orgasmi distribuiti in tutto il corpo, come attivazioni. Ma questi sono discorsi da gente che non ha i piedi per terra. Ebbene si, io tengo i miei piedi per aria, a cosce aperte! Entra, se hai coraggio!”

 

D.Tempo fa, precisamente nel 2012, “Il Giornale” ha criticato la vostra presenza sulle reti Rai. Siete infatti stati ospite del programma Stracult di Marco Giusti raccontando la vostra esperienza e i vostri progetti, e parlando del Post Porno.
Dopo l’uscita dell’articolo cosa avete pensato? Come l’avete presa?
R.Molto bene, si intitolava qualcosa del tipo “Marco giusti sdogana le pornofemmine”: lo trovammo tanto divertente quanto promettente.
In Rai pensai: “Wow! Quando mi ricapita di avere tutto quel pubblico a cui mostrare il mio vertiginoso décolleté e dire che i loro genitali non hanno meno dignità dei loro volti, che è ora di darsi una mossa visto che all’estero c’è chi fa il porstporno e i festival mentre gli italiani sono ancora legati a una vetusta concezione televisiva del porno”, oggi invece vantiamo di ben due festival internazionali di cinema erotico/pornografico non commerciale. L’Hacker Porn Film Festival, evento romano alla sua prima edizione, e il Fish&Chips di Torino che si prepara alla sua terza edizione. Cito da un nostro articolo per la rubrica XXX su MilanoX: “’Nel 2016 Rosario Gallardo ha incontrato sul proprio percorso Fish&Chips e fin dal principio ha partecipato al festival con cortometraggi e performance estemporanee, cogliendone le intenzioni innovative. Quando siamo stati contattati per partecipare alla selezione dei corti di Fish&Chips non ci siamo fermati a lungo prima di decidere. Assolutamente si! Che bella iniziativa mostrare cinema erotico, anche esplicito, senza ma né però. Era ora che qualcuno si accorgesse che i tempi sono maturi, che c’è del cinema nell’eros e che l’eros nel cinema ha tanto da dire!”’
Il Giornale aveva ragione, è in atto uno sdoganamento e noi siamo in prima linea.

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D.Il tema della libertà sessuale in Italia è sempre stato vissuto dalle persone in maniera conflittuale, a volte ipocrita, spesso contornato dal bigottismo di base. Cose ne pensate voi? E cosa credete si possa fare per far riappropriare le persone del proprio corpo?
R.Due dita nel culo sono sempre utili, ma mi assicurerei di avere avuto il consenso di chi mette il culo. Il tema della libertà sessuale in Italia non viene trattato da moltissimi anni, salvo rarissime eccezioni. Quella che invece viene coltivata è una serie di fetenzie improponibili. Vediamo sui social network e su diversi magazine italiani una specie di trend a riprodurre e riproporre all’infinito una serie di immagini che ricordano le copertine di Panorama e de l’Espresso e, nel meno triste dei casi, certe immagini (le più patinate) di Terrry Richardson o di Robert Mapplethorpe. Questo non è parlare di libertà sessuale, è una triste coazione a ripetere che deriva da due istanze profondissime: il prurito ai genitali continuo e dovuto ad una sessualità repressa e l’esigenza di mantenere tutto su un piano “artistico” e “raffinato”, ovvero accettabile da chi ha una sessualità repressa. Per il resto la discussione si mantiene sempre su toni tipo “forum di alfemminile.com”. Cosa si può fare per far riappropriare le persone del proprio corpo? La rivoluzione non è un pranzo di gala, bisogna avere il coraggio di contemplare nella nostra poetica anche tutta la volgarità di cui disponiamo come un cannone puntato contro tutti gli schiaffetti sulle mani che ci diamo ogni volta che esperiamo la nostra sessualità (repressa).

 

D.Altro tema caldo che vi riguarda da vicino è la censura. Avete avuto problemi sui social ma avete ovviato utilizzando altri canali. Che aria si respira per chi fa il vostro lavoro nel nostro paese?
R.La censura non è più un problema, la gente l’ha interiorizzata e si zittisce da sé.
La censura è un’amputazione, non vi è alcun dialogo nell’uso della censura, nessuno dovrebbe accettarla eppure tutti ci convivono con serenità e la impongono (anche) per omissione di rivolta. La gente la pratica sul linguaggio e quindi sui pensieri e nel corpo e quindi sull’anima. Chi fa il nostro lavoro qui, semplicemente, non esiste; non ha mercato, non è vendibile né opportuno, non può passare nemmeno in fascia protetta. I social network non possono rovinare i loro rapporti con gli inserzionisti mostrando certi contenuti, la gente è stata indotta a vivere un nuovo puritanesimo proprio da questi motivi commerciali e gli sta bene così. E’ rassicurante, è normale, è vincente, la gente produce, consuma, guarda un serial TV, crepa. Il resto è sotto censura.

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D.Sia nei vostri video che in alcuni vostri scatti è presente un avversione verso la religione, almeno così si percepisce. Qual è il vostro rapporto con essa?
R.Si, ci piace deridere la necessità che la gente ha di una religione quando non ha più alcuna percezione del sacro. La struttura autoritaria e dogmatica d’ogni religione porta a una sola cosa buona: la blasfemia, un dildo osceno con cui slabbrarsi la fica. D’altro canto consideriamo la nostra pratica un culto attraverso cui abbiamo accesso al sacro percependo una dimensione i cui spazi, mantenuti vuoti della persecuzione dell’estasi, danno alla gente il senso del misticismo.

 

D.Quali sono i progetti a cui siete più affezionati e perchè?
R.Scopare, perché ci piace molto.

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D.Grazie Rosario Gallardo per la disponibilità e per la piacevole chiacchierata, continueremo a seguirvi, sicuri che ci stupirete ancora. Prima di salutarvi però, siamo curiosi di sapere cosa ci dobbiamo aspettare da Rosario Gallardo per il futuro. Nuovi progetti? Sogni da realizzare?
R.Sabato 21 ottobre dopo la presentazione Torinese del nostro libro “Estasi dell’Osceno” offriremo una nostra performance inedita in sostegno a “Fish&Chips”!
“Coin op” è una performance pornoestetica quindi vietata ai minori di 18 anni.
“Hai voglia di guardare come gira bene il carillon? Spacca il tuo salvadanaio e infila la monetina!”. “Coin op” è un esperienza ispirata al cybersesso a pagamento. Porta in scena lo scambio commerciale come gioco erotico enfatizzato ed esasperato dal mezzo tecnico.
Dopo la performance “Cam Girl”, presentata per “AMACI” nel 2014, “Coin op” porta la stessa tematica sotto una nuova prospettiva. La presentazione del libro è prevista per le ore 18.30 da NORA Book & Coffee (Via delle Orfane 24/D) mentre la performance sarà alle ore 22.00 alla Cavallerizza Irreale (Via Verdi 9 sempre a Torino). E’ consigliabile portarsi dietro del danaro, non indossare mutande strette e lasciare a casa i partner gelosi e moralisti.

 

Contatti
Sito: www.rosariogallardo.com
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