Regalo di Natale – Valentina Formisano

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Regalo di Natale
di Valentina Formisano

 

I capezzoli spuntano dalla trama dei pizzi elasticizzati: due piccoli boccioli rosa nelle areole enormi che si vedono dal vestito inutile, che non copre niente; docili, escono dalla scollatura col fiocco rosso. Come fossi un pacco di Natale.
Domani ricorre il genetliaco di Nostro Signore Gesù. Questo è il mio regalo, il mio regalo per voi.
Nella “stanza degli specchi” ci scambieremo i partner e scoperemo su un unico letto, circondati da pareti trasparenti dalle quali altri, fuori, potranno osservarci mentre noi vedremo solo le nostre immagini riflesse, mille volte ripetuti, moltiplicati in una scatola di vetro.
Li guardo quei due, lei e il mio uomo, cercando di provare un sentimento di gelosia.
Niente.
Niente. Lui scopa una signora bruttina che me lo sporca col suo essere una persona qualunque. E a me non importa niente.
Mi struscio sui vetri.

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© Angelo Montanari

So che dei maschi fuori mi stanno guardando. Vedono il seno schiacciato contro lo specchio e l’uomo tarchiato che mi tiene un braccio intorno al collo e con l’altro lavora; le mie mani aperte che scivolano sui vetri come quelle di un geco incollato al muro, il mio culo offerto in sacrificio alle tozze dita del metalmeccanico abruzzese. Spero che fuori stiano tutti col cazzo in mano.
La stanza degli specchi, che la chiamano anche “delle coppie”, diventa ben presto la stanza “della folla”; in breve tutto il club è dentro.
Mi sdraio sul letto, allargo le braccia, come una stella marina, mi espando sulle lenzuola sgualcite, reclino il capo, spargo i miei lunghi capelli d’oro su tutto lo schifo che c’è, alzo lo sguardo, loro mi attorniano, sul soffitto uno specchio: mi vedo, li vedo. È meglio di un film.
C’è la mia figura semicieca, con gli occhi stretti a fessura, un fiore rosso sul capo, uno sulla bocca, sul petto i nastri, rosso delle mutandine, rossa la vernice degli stivali, come i chakra, da capo a piedi, mi segna il colore del sangue. Ecco. Prendetene e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.
Sparisco dallo schermo, avvolta dalle loro mani e pance e facce, i loro membri in mano, mi colpiscono ovunque, mi sfiorano con rispetto come se stessero accarezzando le spoglie di una Santa, mi toccano, si toccano, e io guardo il riflesso sul soffitto, come per poter vedere la scena fuori di me, dentro di me.
Dentro di me. “Vi voglio tutti dentro di me. Mettete una mano, tra le mie gambe, immergete tutte le dita che possedete, offritele al vostro Dio all’unisono, voglio vedere quanto di voi posso accogliere nel mio amore immenso…” ed loro non sono mai abbastanza, i fedeli, non sono mai quanto io vorrei. Afferro i loro polsi, li spingo dentro tutti insieme, fatico, non li sento. E chiudo gli occhi, respiro forte, attendo che mi dilanino.

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© Angelo Montanari

C’è una sagoma che non distinguo, si fa largo tra quei signori, alcuni di loro sono belli, altri meno, altri mi fanno orrore. Una figura apre la folla come Mosè spalanca le acque. Rido. “È arrivato il professionista!” dico. E sento dita di velluto, come le mani di una femmina. Entra, mi spalanca, anche le mie cosce come le acque, aperte. Un varco immenso, entra dentro, è lui, non l’avevo riconosciuto in mezzo a tutti loro. È il mio uomo con la sua chiave per la mia casa. Mi apre il corpo come fossi burro, non devo neanche affondare col respiro, è entrato, fino al polso.
Ha un braccio dentro di me, gli altri guardano attoniti, entra della gente, donne, una mi si avvicina, mi bacia. Si è affacciata a guardarmi gli occhi persi nello specchio del soffitto. L’ho vista sporgersi nel mio baratro, vederci solo acqua, spaventarsi della profondità del pozzo e arretrare. Mi era parsa bella, vorrei infilarle la lingua in bocca ma non la trovo più. Sparisce perché io urlo forte, la scena diventa un mattatoio.
Sono un piccolo corpo da sventrare, come le galline a Natale: eviscerare bene, più in fondo, più in fondo. “Vuoi farmi fare brutta figura con tutta questa gente? Dai! Hai un braccio dentro, fai vedere a tutti come vieni!”
“E allora spingi, spingi!”
E così sento il demone che mi mangia i reni, mi sfrego il clitoride per venire, tiratissima, come un cavallo imbizzarrito, faccio uno strano suono, come un maiale scannato.
Vengo.
Odo il suono terribile della mia voce, urla profonde, non acute, ma grevi, da animale, che si diffondono nel privé.
C’è un improvviso silenzio.
Mi stendo disfatta sul letto, li caccio via tutti con un gesto delle braccia, che si faccia largo intorno a me. Respiro affannata, mi guardano, si attaccano alle pareti, qualcuno applaude.
Mi alzo, mi viene da ridere.
“Ho bisogno d’acqua”.

Fino alle quattro della mattina dopo. Scopando con tutti gli uomini del locale, con la fica spalancata che oramai ha la forma di un braccio, non sento niente, non ho mai sentito niente.
Credo che succhierei ancora qualche cazzo ma non c’è più nessuno.
Mi infilo il cappotto sopra il niente che indosso. Fuori si gela.

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© Angelo Montanari

Angelo Montanari
Sono nato, nella Pianura Padana nel 1977 ed il punk era come l’universo in espansione sono un Illustratore e graphic-web designer Freelance vivo a Reggio Emilia, ho frequentato il Mimaster di Illustrazione editoriale
definisco il mio stile “entropico“. Il mio tratto è, aggressivo, sporco selvaggio e fuori dagli schemi. In esso convergono tutte le influenze culturali e musicali fine anni ’80, in particolare il grunge e il punk.

Contatti
Sito: angelomontanari.com
Behance: behance.net/amontanari77
Facebook: facebook.com/moonshinerstudioreggioemilia
Instagram: instagram.com/angelo1977re/

 

Valentina Formisano
Valentina Formisano, nasce in provincia di Napoli nel 1987.
Si trasferisce nelle Marche all’età di 11 anni dove vive, studia e lavora fino al 2016.
Si laurea con lode e menzione per la pubblicazione della tesi in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata nel 2013; svolge la sua attività di artista e di assistente di laboratorio presso l’Accademia di provenienza per gli anni seguenti al conseguimento del diploma.
Ha partecipato alla realizzazione del libro Il senso delle nuvole, progetto di scrittura collettiva edito da Ensemble (2014), collabora occasionalmente alla stesura di romanzi, e ha in cantiere vari testi a 4 mani e collaborazioni. A breve registrerà un programma radiofonico di suoi audio racconti a tema erotico a seguito della selezione da parte dell’emittente svizzera Radio Gwendalyn per il programma Onair B&b.
Nel 2017 si classifica terza ex-equo al concorso letterario “Racconti commestibili” indetto da Maschietto Editore. Nello stesso anno si trasferisce a Firenze per frequentare la scuola di specializzazione di incisione Fondazione Il Bisonte grazie al conseguimento di una borsa di studio.
Attualmente è tornata a Macerata dove vive, dipinge e scrive sul suo blog Blue Hotel.

Contatti
Sito: valentinaformisanoblog.wordpress.com

La rubrica senza filtri è a cura di T-Squirt con la necessaria e preziosa collaborazione di Elena Giorgiana Mirabelli , redattrice e responsabile progetti di Arcadia book&service.

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