Contaminazione queer nella capitale, dal 28 al 30 Settembre ritorna la Queer Infection Lab.

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La Queer Infection Lab ritorna a contaminare Roma di arte queer. Tante le novità in questa seconda entusiasmante edizione a partire dai luoghi che la ospiteranno che saranno Sparwasser e Club 55, ubicati entrambi in zona Pigneto. La Queer Infection Lab nasce dalla necessità di Senith, ideatrice e organizzatrice dell’evento, di non rimanere in silenzio ma praticare una cultura attiva che generi domande, visibilità, pluralità, coscienza. Come lei stessa sottolinea, “la comunità queer è viva e questa seconda edizione di Queer Infection Lab ne darà un’altra dimostrazione”. Artisti provenienti da ogni angolo del mondo daranno un respiro internazionale all’evento. Saranno infatti presenti una trentina di artisti provenienti dall’Algeria, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Francia, Grecia, Italia, Spagna, Tunisia. Dal Nord Africa, attraverso gli occhi delle artiste Mouna Jemal Siala(Tunisia) e Hind Oufriha (Algeria), sarà interrogato il corpo femminile in mutamento. Dal Brasile Ivy Monteiro, ci farà conoscere il mondo del Voguing. Queste sono solo due anticipazione del mondo di idee, arte e condivisione che sbarcherà nella capitale dal 28 al 30 Settembre. Vi invitiamo a visitare l’evento facebook ( CLICCA QUI )in cui è possibile leggere il programma completo. Per saperne di più abbiamo incontrato Barbara, una delle volontarie del festival che ci ha raccontato le novità, le attese e le speranze della Queer Infection Lab, edizione seconda.

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Paris is voguing by Gabrielle Culand

Domanda. Per il secondo anno consecutivo ci occupiamo della Queer Infection Lab e siamo felici di parlarne con Barbara, una delle volontarie del festival. Tutto pronto per questa nuova fantastica edizione?
Risposta.Quasi! Stiamo lavorando per gli allestimenti e per garantire l’ospitalità agli artisti che vengono da fuori. Stiamo spingendo con la comunicazione. Quello che di sicuro è pronto sono i contenuti del festival e la qualità artistica di tutti i lavori che verranno presentati, dall’arte figurativa, ai workshop, alle performance. Ci saranno molte collaborazioni e accadranno cose anche estemporanee. Un po’ come una lunga jam session queer. Saranno tre giorni pieni di stimoli.

 

D.Sappiamo che ci saranno molte novità rispetto alla scorsa edizione, ti andrebbe di regalarci qualche anticipazione?
R.Quest’anno l’evento sarà ospitato dallo Sparwasser, e da Club 55. Sono nuove collaborazioni che ci stanno sostenendo con la massima professionalità. Abbiamo un media partner, Urban Mirror, che ci accompagnerà per tutta la durata dell’evento. Stiamo provando a lavorare con economie un po’ meno di sussistenza, cercando di garantire dei rimborsi spese almeno a chi viene da fuori Roma. E’ sempre troppo poco per quello che vorremmo, ma è un passo necessario. Dobbiamo sostenere i nostri artisti, altrimenti rischiamo di scomparire, di perdere la nostra voce, non avere più il tempo e il modo per dire ciò che è necessario dire. Per questo quest’anno ci sarà anche un biglietto da pagare; sarà sempre estremamente accessibile ma occorre ricordarci che dobbiamo sostenere ciò in cui crediamo e, per farlo, non sempre basta un like. L’apporto dei volontari resta sempre fondamentale. Senza il festival non si potrebbe fare!!! Quest’anno la collaborazione con Hacker Porn Film Festival non c’è, ma continuiamo a spalleggiarci con consigli preziosi. Ad esempio la segnalazione del documentario di Gabrielle Culand, “Paris is Vouguing”, la dobbiamo a loro!

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© Mouna Jemal Siala

D.Il programma di quest’anno è particolarmente ricco e interessante. Come si svolge l’organizzazione del festival? Che priorità vi date nella scelte delle varie performance, dei film e di tutto quello che c’è in programma?
R.Senith ha lavorato con attenzione per cercare di creare un’unitarietà di temi. Parte dei lavori presenti sono arrivati tramite la Call for Artist che è stata lanciata in estate. Le risposte sono state numerose, si è cercato di tenere una continuità con il tema di quest’anno che riguarda i corpi in movimento, sia dal punto di vista di genere sia di quello delle migrazioni. Alcuni artisti sono stati contattati direttamente, perché potevano rappresentare il cuore di un’idea. Dei filoni si sono poi costruiti intorno. Ad esempio, quello dedicato al Vogue, che prima di essere un fenomeno mondiale e glamour, è stato la voce favolosa delle comunità frocie, latine, nere, emarginate delle Drag Ball nella Harlem degli anni ’70 e ‘80. Quindi un workshop e un documentario sugli eredi delle House newyorkesi oggi a Parigi, una lettura assolutamente ironica del cubano Nonardo Perea, che si riappropria dell’appropriazione commerciale che fece Madonna, e la video art interattiva di Orlando MYXX che connette i balli vogue ai balli “transgender” dell’imperatrice Caterina di Russia. Oppure un percorso che ci racconta come anche l’arte sia sempre più un linguaggio in connessione, attraverso Orlando (il suo lavoro è online, vi si accede attraverso un Qcode che si troverà all’interno della mostra) o al lavoro interattivo e mediatico di Barbara Lalle e Marco Marassi, per fare un esempio.

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Ivy Monteiro – Tituba

D.La Q.I.L ospiterà anche le opere di artisti internazionali. Questo è fondamentale in tutti i festival per ampliare il punto di vista su alcune tematiche che non può non essere mondiale, a nostro avviso. Vuoi svelarci qualche nome?
R.Quest’anno si aprono dialoghi inattesi, che ci fanno necessariamente cambiare i punti di vista. Gli artisti arrivano da Algeria, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Francia, Grecia, Spagna, Tunisia. Ivy Monteiro viene dal Brasile, una forza della natura. Presenta un workshop di Vogue e sarà in scena con la sua performance Tituba 2.OH!, su una strega giustiziata perché latina, nera e donna. Da Algeria e Tunisia saranno esposte opere di arte visiva di Mouna Jemal Siala e Hind Oufriha, che pongono uno sguardo completamente anomalo sul corpo femminile ed allo stesso tempo carico di simbolismi. Da Cuba, la video arte selezionata ci racconta una provocazione continua, gioiosa, dissacrante e combattiva. Dalla Colombia, Andrea Barragàn porta una video-intervista realizzata al “Family Day” di Bogotà e ci racconterà in sala la situazione di cui è testimone. Durante i tre giorni, con l* ci potremo anche fare il tatuaggio che abbiamo sempre desiderato!

 

D.Molto bella la citazione nella descrizione dell’evento facebook del festival. Preciado paragona lo stato della persona transessuale a quella del migrante, sottolineando la sospensione di entrambi della loro condizione politica. Quando vi appartiene la sua considerazione e quando crediate sia importante discutere, incontrarsi e scontrarsi su questi temi al giorno d’oggi?
R.I corpi migranti e transessuali hanno una forza politica straordinaria, sono entrambi in grado di scatenare nuove letture, nuove interpretazioni della realtà che fuggono da un binarismo che è sempre più inutile per decifrare situazioni costantemente mutevoli e multiformi. Quello stato sospeso, temporaneo, incerto, spaventa. Ma è in quello stato che germoglia una ricchezza culturale e di confronto estremamente preziosa. Questo è il grande vantaggio della globalità in cui viviamo e rifiutarsi di riconoscerlo è una grandissima sciocchezza. Purtroppo in questi mesi la situazione che ci circonda è sempre più buia e più violenta. Non restare in silenzio è l’unico modo per contrastarla.

 

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© Azoto

D.Definite il mondo queer romano in continua evoluzione, mutevole. A distanza di un anno dalla scorsa edizione della Q.I.L quali nuove aspettative avete per il festival e quali per il mondo queer romano?
R.Vorremmo che fosse un po’ la prova generale per il ritorno di GendErotica. Vedremo. La cosa più appassionante è che attorno alla Queer Infection si intrecciano fili e collaborazioni anche con persone che ad un festival queer si avvicinano perché in certi linguaggi trovano una corrispondenza artistica significativa. E poi arrivano anche i giovanissimi e il loro linguaggio è pieno di freschezza e generosità. Questo cantiere creativo non si deve arrestare. Costruire occasioni di collaborazioni e incontri è uno strumento fondamentale per alimentare le possibilità di creazione che raccontino la nostra realtà. Finché riusciamo, di sicuro andiamo avanti!!

 

Contatti
Facebook: GendErotica – contaminazioni di arte queer
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