Pride Cosenza: Il diritto è spettacolare – Intervista a Federica Mangiacasale

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“Rivendichiamo il diritto alla libertà non solo come posizione ideale ma come realtà sostanziale, attraverso la rimozione di tutte le forme di discriminazioni, per una società plurale scevra dal pregiudizio.
Rivendichiamo la tutela da qualsiasi atto discriminatorio, violenza fisica o verbale contro persone senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, grado d’istruzione, nazionalità, cultura, impiego, opinione politica o condizione sociale;
Rifiutiamo ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo, misoginia e neo fascismo che agiscano per imporre oppressione e svilimento della dignità di ciascuna persona.”
Dal documento politico del P.R.I.D.E.C.S.

Il primo luglio l’area urbana di Cosenza ospiterà la parata finale del P.R.I.D.E.C.S, programma di appuntamenti culturali iniziati l’8 maggio. Giustizia sociale, lavoro, solidarietà, equità e dignità i temi del fitto calendario di eventi. Abbiamo incontrato Federica Mangiacasale, attivista impegnata nell’organizzazione della manifestazione e da anni parte attiva del comitato Arcigay Cosenza.

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Federica Mangiacasale

D.Qual è la storia del comitato Arcigay Cosenza? Quali sono state e quali sono le sue attività?
R.Eos Arcigay Cosenza è in piena adolescenza, ha quasi 16 anni e ha rappresentato una svolta per tutto l’attivismo LGBT del territorio. Quando è nata era l’unica realtà associativa della regione, pare arrivassero in sede quotidianamente omosessuali da tutta la Calabria, anche solo per parlare. Erano anni diversi, l’era dei social ancora doveva invaderci e avere un punto d’incontro reale in cui incontrarsi con persone della comunità immagino fosse importante. Chi ha fondato Arcigay all’epoca credo vada veramente ringraziato, sia per il coraggio avuto ̶ la Calabria di 16 anni fa non è la Calabria di oggi ̶ sia per aver aperto la strada a molti ragazzi della mia generazione che oggi possono vivere serenamente.
Le attività che negli anni si sono promosse sono sempre state principalmente di informazione e supporto. Investiamo molto tempo nell’accoglienza, nella divulgazione di materiale informativo che possa aiutare il contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili, in attività di dibattito, nelle scuole o all’università, in cui raccontiamo il più delle volte storie ̶ spesso le nostre ̶ utili a far abbattere pregiudizi e a far aprire persone che ancora oggi vivono con disagio il proprio orientamento sessuale o di genere.

 

D.Qual è il rapporto con il territorio urbano e regionale? Con le realtà associative, gli enti e l’Università?
R.Con quello urbano buono e questo Pride lo sta in parte dimostrando attraverso una rete cittadina che si è attivata naturalmente dopo aver ufficializzato la notizia. Abbiamo da sempre provato a collaborare con altre realtà associative nonostante le difficoltà, incontrarsi spesso diventa difficile anche per meri problemi di tempo. A livello regionale possiamo anche dirci soddisfatti perché ci sono ben altre due realtà arcigay (Catanzaro e Reggio Calabria) con cui collaboriamo da anni. Con gli enti probabilmente invece siamo in pieno “work in progress”, chi ci ha preceduto ha lasciato sicuramente un ottimo lavoro e tutti i patrocini arrivati sono un grande esempio. Mentre con l’università ottimi, probabilmente è il rapporto che abbiamo curato di più, abbiamo “delle ospitate” ormai fisse ogni anno in alcuni corsi che trattano gli studi di genere e parlare con gli studenti è sempre una bellissima esperienza. In progetto c’è anche la volontà di creare dei gruppi di lavoro queer con i collettivi dell’università ma è ancora tutto da stabilire…

Federica Mangiacasale all’Università della Calabria per “Biblioteca Vivente”, giornata organizzata con i collettivi Progetto AZADI e Aula P2 Occupata. Foto di Marco Ascrizzi

D.Ai lettori piacerebbe conoscere e avere più informazioni sulla rete RE.A.DY.
R.La rete RE.A.DY. è la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, possono aderire tutti gli enti (comuni, regioni, province) ma anche le associazioni attraverso la sottoscrizione di una “carte di intenti” con cui ci si impegna a promuovere politiche inclusive e antidiscriminatorie che rispondono ai bisogno della comunità LGBT. In provincia abbiamo gli esempi di San Giovanni in Fiore e Rende, due comuni con cui siamo in contatto. Quello che speriamo è che l’adesione oltre, ad essere un bellissimo gesto simbolico, diventi sempre più un attivismo pratico.

 

D.Cos’è il P.R.I.D.E. C.S.? Quale piattaforma di azione comune propone?
R.È un grande laboratorio mi verrebbe da dire. Quando abbiamo deciso di fare il Pride in città, come Eos Arcigay Cosenza, la prima cosa che abbiamo pensato di fare è quella di ampliare il più possibile il gruppo chiamando tutte le personalità che negli anni ci hanno dimostrato vicinanza; successivamente siamo passati alle realtà associative del territorio che abbiamo invitato alla partecipazione attraverso un’assemblea tenuta al teatro dell’ Acquario e il prossimo passo sarà quello dell’organizzazione di assemblee pubbliche nella speranza di coinvolgere tutta la cittadinanza. L’intento era quello aprire le porte a più collaborazioni possibili e portare in città una ventata di cambiamento. È la prima esperienza, probabilmente non ci siamo riusciti esattamente come credevamo ma il meccanismo è partito e questa è la cosa importante. Per quanto riguarda la piattaforma di azione, anch’essa è il più “allargata” possibile, il nostro documento politico sicuramente ha un occhio più attento a quelle che sono le richieste e le necessità della comunità LGBT ma in linea generale proponiamo principalmente il diritto alla libertà come realtà sostanziale, diritto che si può acquisire solo attraverso l’eliminazione di ogni forma di discriminazione, attraverso il rifiuto di ogni forma di razzismo e violenza per riposizionare l’attenzione sull’individuo, soggetto e parte di una società, ci auspichiamo, realmente plurale.

Il Vintage Zone ospita la collettiva “Ululati” – Opere realizzate da artisti di tutto il mondo che verranno messe all’asta per finanziare il Pride.

D.Quali i punti programmatici presenti già nell’acronimo P.R.I.D.E.C.S.?
R.L’acronimo fin dal suo parto è stato una sorpresa per come calzava naturalmente bene con tutti i punti che avevamo deciso di toccare nel nostro documento politico. La P sta per prevenzione, una delle nostre attività di informazione principali; la R per rivendicazione, la sacra rivendicazione alla libertà dell’individuo; la I per identità, intesa come unicità della persona e singolarità effettiva; la D sta per difesa, intesa come tutela dei diritti civili acquisiti finora; la E è di educazione, l’ingresso nelle scuole siamo certi sia uno dei primi passi da compiere per la creazione di una società inclusiva; la C sta per comunicazione, intesa come volontà di creazione di una piattaforma linguistica comune in grado di eliminare equivocità concettuali generatrici di pregiudizi, il linguaggio inteso come prassi e atto di rivendicazione; la S infine come servizi, servizi che gli enti dovrebbe garantire al cittadino.

 

D.Come si può contribuire alla realizzazione del progetto?
R.In diversi modi, come abbiamo detto più volte siamo aperti a ogni collaborazione o proposta proveniente dall’esterno. Contattateci attraverso i nostri canali e organizziamoci. Inoltre, oltre al capitale umano, ogni evento ha l’altra faccia della medaglia, quella più triste fatta di scadenze e spese, dunque, in tutta sincerità, non disdegniamo un aiuto economico, aiuto che arriva anche solo dall’acquisto di una t-shirt il cui incasso andrà tutto nelle casse pride.

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La t-shirt ufficiale del P.R.I.D.E.C.S. – Foto di Gesus Teisseyre – Modello Pietro Turano

D.Il negato patrocinio al P.R.I.D.E. C.S. da parte dell’amministrazione comunale di Cosenza ha un valore fortemente politico. Troviamo che sia anche, in qualche modo, un segnale preoccupante se consideriamo che anche la Regione Lombardia ha compiuto la medesima scelta. Qual è la vostra valutazione politica?
R.Il mancato patrocinio da parte di un ente a una manifestazione del genere è soprattutto un atto politico. Se guardiamo la cosa dal punto di vista nazionale sono stati pochissimi i comuni a non dare i patrocini, si contano veramente sulle punte delle dita. Di conseguenza possiamo ritenerci soddisfatti di avere nella maggior parte delle tappe dell’onda Pride i comuni non solo in sostegno della comunità LGBT ma anche i sindaci fisicamente in prima fila durante la sfilata. Dal punto di vista locale la delusione è tanta, soprattutto per le motivazioni date, figlie solamente dei peggiori pregiudizi. Sono convinta che tutti gli omosessuali cosentini si sentiranno molto meno a casa da quest’anno.

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La parata del Cosenza Pride si svolgerà sabato primo Luglio – Foto di Giovanni Barberio

D.Quali sono gli appuntamenti del P.R.I.D.E. C.S.?
R.Sono tantissimi e variegati, la macchina organizzativa ha prodotto un calendario di circa due mesi fitto di appuntamenti che va dai convegni, alle feste, alle collettive artistiche, citarli ad uno ad uno sarebbe difficile, vi invito dunque a seguirci sui nostri canali o su CosenzApp e tenervi aggiornati.

 

D.Quali sono i progetti futuri del comitato?
R.Non abbiamo avuto il tempo di parlarne di futuro, sicuramente c’è la volontà di proseguire il lavoro insieme, si respira veramente un bel clima.

Intervista realizzata per noi da Elena Giorgiana Mirabelli

 

Contatti
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