Non chiedo asilo – Leda Gheriglio

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Non chiedo asilo 
di Leda Gheriglio

 

Non sono qui per raccontarvi i fatti miei, ma solo quello che voglio e che mi va di scrivere in questo momento. Mi piace guardare i porno in generale, ma da qualche anno seguo soprattutto un canale che si chiama Assylum. L’artefice di tutto sembra essere un uomo grassoccio con un pene non troppo grosso, la pelle bianchiccia non molto sana e una splendida maschera che occulta il volto. Amo molto la coerenza stilistica di Assylum, dalla regia alla fotografia, dalla dedizione sui temi alla profonda credibilità di coloro che ne prendono parte. Per me è importante non sentirmi mai tradita nell’eccitazione. Ho papille gustative molto particolari rispetto all’arrapamento e Assylum ormai ha tutta la mia fiducia. Il progetto a monte si fonda sull’umiliazione volontaria di giovani donne. Quel che mi affascina in modo completo è il totale disinteresse per l’apparato genitale femminile. In qualsiasi quadretto realizzato da Assylum, le partecipanti vengono penetrate esclusivamente nell’orifizio orale e anale. Le donne sono considerate bambole scomposte, oggetti sessuali nati per compiacere l’organo sessuale maschile. E mentre guardo con gli occhi che brillano cose celestiali penso che non è facile trovare oggi uomini con queste raffinatissime e feroci e deliziose capacità. Soprattutto penso a quanto sia difficile per me condividere la mia sessualità. Sono una persona estremamente fredda e ossessionata dal sesso. Spesso vengo fraintesa. Non m’importa di chiavare a tutti i costi. M’importa d’esser annichilita. Non è importante spogliarsi, non è importante strepitare, non è importante venire. L’eccitamento di cui parlo sembra smarrito e assalito da una sessualità che vuole essere sempre più estesa, massiva, positiva ed etica e mille altri aggettivi che mi ripugnano.

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© Liz Castelletti

Per me, purtroppo, la sessualità non è una parentesi o un piacevole gioco che spezza il tran tran quotidiano. Per me è perenne invalidità. Quel che mi eccita ha sempre danneggiato la mia vita perché mi caratterizza in modo profondo. Non mi ha mai divertito, mi ha sempre fatto paura. Non posso essere spigliata e disponibile, nonostante i tempi in cui mi trovo reclamano un coito universale e globale che ci vede radiosi e felici di condividerci e amarci e rispettarci eccetera. Nel raro momento in cui riconosco la superiorità di un altro essere umano su di me, io sto già scopando. Il punto è che questo mi travolge senza soluzione di continuità. Disprezzo o venero gli altri in silenzio perché è pericoloso manifestarlo, capirebbero presto che è quel che sento davvero e non solo nel momento dell’eventuale rapporto sessuale. È tutto un segreto tra me e me, dentro, negli abissi della mia mente. Posso condividere con pochissime persone tutto questo e con ogni persona in modo specifico e tra loro c’è solo dispersione, non le ho mai unite, le ho sempre distanziate. Non amo il gruppo, sono una solitaria. Questa paginetta non ha alcuno scopo polemico né divulgativo né affettivo. È solo un parlare a voce alta di cose che vivo da quando sono piccola e non aspetto riscontri dagli altri, non mi interessano.

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© Liz Castelletti

Per sopravvivere mi adeguo, lascio che i contesti mi suggeriscano l’atteggiamento da adottare. Il prezzo da pagare, naturalmente, è altissimo. Quando leggo o sento parlare del “porno al femminile” o del porno per le donne, mi assale l’angoscia. Quello che piace a me è violento, inaccettabile, disgustoso e così via. Molti, molte mi direbbero che sono condizionata e vittima della cultura maschilista che mi è stata inculcata e potrei accettarlo di buon grado per non intraprendere conversazioni che mi lasciano del tutto indifferente, ma in verità, quel che conta non è la ragione che guida le mie pulsioni, conta quello che sento, conta la pulsione. Non mi riguarda sapere da dove viene e perché, non mi interessa essere “riabilitata” secondo le regole positive del nuovo e pressante sentimento sessuale collettivo.

 

Liz Castelletti
Liz Castelletti nata in bulgaria nel dicembre del 1991. Studia scultura all’accademia di Belle arti a Macerata e vive qualche volta raramente.

Contatti
Facebook: @liz.castelletti
 

 

Leda Gheriglio
Leda Gheriglio 16 luglio 1987 Catania. Leda è su Facebook da tre anni circa e usa il suo profilo per pubblicare video e foto. È autrice di un romanzo di totale insuccesso dal titolo “Il clitoride cataro” e di una inedita raccolta di racconti. Posa per foto, disegni, dipinti. Le collaborazioni che le stanno più a cuore sono con A. Gallo, F. Lo Bianco, S. Ridi, S. Buttò, C. Biondo, S. De Donà, R. Caruso e S. Occhipinti, che ha illustrato tre racconti che ho scritto qualche anno fa. Leda ha realizzato tre video per il cantautore Lello Spontini e ha avviato una collaborazione antiperformativa con Luca Atzori a cui si è unito Alex Gallo.

Contatti
Instagram: @ledagheriglio
Facebook: @leda.gheriglio

 

 

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