Polpi cibernetici, pelo biondo e super sesso – Intervista a Nicola Piovesan

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“…un mondo in mano a multinazionali in combutta col governo, una popolazione tenuta a bada grazie a internet, gente che passa gran parte del tempo “connessa” dimenticando la vita reale e così via. In “Attack of the Cyber Octopuses” queste tematiche sono amplificate, esagerate, ma in fin dei conti non così lontane dal mondo attuale”.

Nicola Piovesan

Locandina del film “Attack of the cyber octopuses”

Intervistare Nicola Piovesan è un viaggio che attraversa l’Italia, l’Estonia, il Porno anni ’70 e termina nel cyberspazio. Quando l’abbiamo contattato si godeva Taiwan, aspettando l’esito della premiazione al Kaoshiung Film Festival, in concorso con “Attack of the Cyber Octupuses”, il suo ultimo lavoro.
Abbiamo conosciuto la prima volta Nicola Piovesan nel suo alter ego, Dick Stantuffo. Fantomatico regista porno, autore della pellicola, mai uscita, “Supersesso ’70”. Da quel momento non l’abbiamo mai perso di vista, a giusta ragione viste le sue ultime produzioni.
Nicola è il classico esempio del talento italiano in fuga. I tanti premi vinti, le tante testimonianze di stima e gli apprezzamenti che gli giungono da più parti del mondo evidentemente non sono necessari per valicare il muro del “clientelismo artistico” che rinchiude l’Italia in una mediocrità dilagante e crescente, e di questo ci parlerà anche lui. Così come ci parlerà della scelta di vivere in Estonia, del pelo biondo, di modellini, di progetti realizzati e alcuni ancora da realizzare. Perchè Nicola Piovesan è sia come persona che come artista un vulcano in erezione, emh.. pardon in eruzione. E noi vogliamo che il magma delle sue idee ci travolga regalandoci un po’ di quel calore che solo la fantasia riesce a darci.
Mettete su un disco, suggeriamo un bel porno groove o cyber punk, mettetevi comodi, e godetevi l’intervista al … futuro Premiere italiano.

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Nicola Piovesan

Domanda.Nicola, noi dovremmo ringraziarti di tante cose, e iniziamo con la prima: Grazie per averci concesso l’intervista. Prima curiosità, a brucia pelo, come procede il tuo ultimo lavoro, “Attack of the Cyber Octupuses“,? Abbiamo visto le tue foto in Vietnam al Kaohsiung Film Festival.
Risposta.“Attack of the Cyber Octopuses” sta andando abbastanza bene. Ultimato a fine luglio, ora sta girando un po’ di festival. Tra cui il Kaoshiung Film Festival a Taiwan (non Vietnam!), dove ha ricevuto una nomination (ahimé senza poi vincere), un paio negli Stati Uniti e a breve in Estonia e speriamo altri in futuro. Ho colto l’occasione del festival a Taiwan per farmi un giro in Asia, tra cui Vietnam e Cambogia, dove però si è trattato più che altro di vacanza.

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Nicola Piovesan al “Kaoshiung Film Festival a Taiwan”

D.Per gli sfortunati lettori che non ti conoscono, descriviamo un po’ il film. Neo-Berlino 2079, una citta cupa,una megacorporation che la detiene, un unico modo di divertirsi che è collegarsi al cyberspazio. E poi?
R.Il film è ispirato ai classici di fantascienza anni ’80, come Blade Runner, Terminator, Fuga da New York, etc., anche se realizzato con un budget molto più basso. Vuole mantenere lo spirito di quegli anni, per esempio con dialoghi un po’ sopra le righe o attraverso l’utilizzo di modellini, riprese in location reali ed effetti speciali “dal vivo”. Insomma, di computer graphics ce n’è ben poca ed è utilizzata soprattutto per ricreare della grafica vintage. Non voglio rivelare troppo sulla trama… Diciamo che partendo dai presupposti che hai descritto tu, il film narra la vicenda di un gruppo di detective che indaga su delle morti misteriose ad opera di polpi cibernetici!

 

D.Quello che descrivi nel film ha un qualcosa di familiare, di attuale. Quanto c’è della vita di oggi, della nostra società nella tua pellicola?
R.Il film amplifica una situazione che per gran parte stiamo già vivendo. Ovvero, un mondo in mano a multinazionali in combutta col governo, una popolazione tenuta a bada grazie a internet, gente che passa gran parte del tempo “connessa” dimenticando la vita reale e così via. In “Attack of the Cyber Octopuses” queste tematiche sono amplificate, esagerate, ma in fin dei conti non così lontane dal mondo attuale.

D.Siamo rimasti incantanti e sorpresi quando abbiamo letto che nel film non hai usato effetti speciali, ma modelli in scala, come si faceva d’altronde negli anni 80. Perchè questa scelta?
R.Ho scelto di fare così, sia per rimanere fedele allo stile di quegli anni, sia per imparare qualcosa di nuovo. Non avevo mai girato utilizzando modellini in scala ed è stata un’esperienza davvero fantastica, sia per tutta la parte realizzativa (per esempio ho realizzato una città futuristica in miniatura recuperando vecchie bottiglie di plastica e altra spazzatura) sia per le riprese vere e proprie (è molto più affascinante riprendere un modellino in scala o oggetti reali in vere location, piuttosto che fare tutto al computer o girare con lo green screen).

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Nicola Piovesan con uno dei modellini costruiti per “Attack of the Cyber Octopuses”

D.Torniamo un po’ al passato Nicola. Sei partito da Bologna, dove hai studiato, e sei atterrato in Estonia, Tallinn. Analogie e differenze tra questi due mondi? Cosa ti manca e cosa hai trovato che in Italia non troverai mai? A parte la quantità industriale di pelo biondo.
R.Il pelo biondo non è una motivazione da poco, eheheh! Diciamo che la risposta ironica al perché sono finito in Estonia è che è la nazione europea (dati reali) col più alto numero di modelle pro-capite! Ma anche di alberi… Insomma, natura e gnocca! L’altra cosa, che forse pochi sanno, è che l’Estonia è il paese più moderno d’Europa. La qualità della vita è molto alta e le cose funzionano, a tutti i livelli. All’opposto dell’Italia, che ho abbandonato appunto perché è un paese che funziona ben poco e per la frustrazione di vedere come le risorse e i talenti vengano quasi completamente sprecati. Per farti un esempio: in pochi anni qui sono riuscito ad ottenere dei fondi statali per realizzare un progetto (nonostante non sia nemmeno estone), cosa che in 30 anni in Italia non mi era mai riuscita, nonostante abbia vinto un sacco di premi (tra cui un Nastro d’Argento).

 

D.Da “Deus in Machina” candidato al festival Visioni Italiane di Bologna a “Life Sucks!But at least I’ve got elbows” vincitore del nastro d’argento come migliore cortometraggio d’animazione del 2017. Passi da gigante, e tanti premi ricevuti in questi anni. Qual’è stato il tuo percorso artistico in questi anni?
R.Realizzo corti, documentari, videoclip, web series da ormai una dozzina d’anni e forse più, anche se i primi riscontri (e premi) li ho avuti col “Garibaldi senza Barba”, del 2010. Quel corto, pluripremiato, è stato un po’ la svolta della mia carriera, sia a livello stilistico che di ambizioni. Sono molto, forse troppo, produttivo. Faccio troppe cose e, anche se riescono a girare molti festival internazionali e vincere dei premi, alla fin fine non mi fanno fare il salto di qualità. Resto sempre uno sconosciuto. Vorrei prima o poi riuscire a realizzare un film lungo che esca in tutte le sale, ma è un percorso molto ostico, soprattutto per un italiano che vive all’estero.

D.”Life Suck” è anche, e forse soprattutto, una web series. Ci sarà un seguito alla prima stagione?
R.“Life Sucks! But at least I’ve got elbows” come web series è andata molto bene a livello di festival, un po’ meno bene come effetto virale sul web. In tutto ha fatto circa 100mila visualizzazioni, che non sono poche, ma sicuramente non abbastanza per poter sopravvivere. Ho in testa la stagione 2, con varie idee e trovate per renderla anche più accattivante della prima, ma per poterla realizzare avrei bisogno di qualche fondo che al momento non ho… Potrei fare un crowdfunding o cercare dei bandi in giro, vedremo. Al momento la cosa è in stand-by.

D.Un altro progetto, rimasto però in cantiere, è SuperSesso’70. Ti confessiamo che il nostro grande e incondizionato amore per te è nato proprio grazie al trailer, clamoroso. Ci sono possibilità che tu riesca a realizzarlo ? Come è nata l’idea del film?
R.Guarda, è uno dei miei progetti che è andato meglio sul web. Ancora oggi qualcuno lo scopre e ne rimane affascinato. Ricevo ancora molti messaggi di stima per quel progetto… Tuttavia, anche quello è in stand-by. Senza fondi non si va da nessuna parte. Ci sono stati alcuni produttori che si sono fatti vivi, interessati alla produzione del film, ma poi non se n’è fatto niente. Come detto in una delle mie precedenti risposte, faccio troppe cose!!! Dovrei focalizzarmi su una cosa sola e portarla a termine per il meglio, ma ho sempre nuove idee e non riesco a star fermo. Avrei bisogno di un manager, un agente, un produttore, non so… In sostanza Supersesso ’70 non è morto, ma devo trovare il tempo di cercare dei fondi o sperare che qualche produttore si faccia avanti.

 

nicola piovesan, film, partito onanista italiano, poi
Nicola Piovesan aka Dick Stantuffo con la nostra t-shirt del Partito Onanista Italiano

D.Prima di salutarci, un ultimo immenso grazie per averci prestato sia il tuo Dick Stantuffo (regista immaginario di SuperSesso’70) che il tuo volto per il Partito Onanista Italiano. In anteprima mondiale vogliamo annunciare insieme a te la candidatura di Stantuffo come futuro Premier nell’elezioni politiche 2018. Trasformati in Dick per un minuto, e lascia un messaggio alla nazione. (Grazie Nicola)
R.Dick Stantuffo mi ricorda quasi Albanese in “Qualunquemente”… eheh! Si candiderà nuovamente (e sempre in maniera ironica) anche alle Elezioni Politiche 2018. In questo clima di populismo dominante, Italia spezzettata, partiti allo sfascio, nazionale fuori dai mondiali, denunce per molestie sessuali e via dicendo, abbiamo bisogno di stare tutti uniti nel segno dell’Amore. No al populismo, no alla violenza, sì alle pugnette! Quelle non fanno male a nessuno (se fatte in privato). VOTA POI!!!! (ma fallo adesso)

 

Contatti:
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Facebook: facebook.com/chaosmongerstudio
Dove comprare “Attack of the Cyber Octopuses” :  e-junkie.com/marketplace/aotco

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