T-Squirt incontra – Intervista a Klim Kutsevskyy

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“La fotografia, sopratutto in un contesto di nudo contemporaneo, dovrebbe essere fatta e vissuta in maniera più semplice, spontanea, sincera possibile”.Klim Kutsevskyy

©Klim Kutsevskyy

Klim Kutsevskyy, 23 anni, nato e cresciuto a Krasnodon (piccola cittadina ucraina al confine con la Russia), comincia a scattare intorno al 2009 (reportage, street photography) per poi, per una sorta di esigenza, esplorare e sperimentare nel campo del nudo artistico, sempre rigorosamente in bianco e nero. Temi e concetti più comuni sono quelli riguardanti la sessualità, la spontaneità del movimento e dell’azione, contornati da una continua mancanza di qualcosa. La reciprocità corpo-spazio è spesso presente nelle foto, sempre più predominante negli ultimi periodi.

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Klim Kutsevskyy

Domanda.Klim noi dobbiamo dirti un enorme grazie per le splendide foto che hai scattato con la nostra t-shirt, ovviamente grazie anche alla bellissima modella che ha posato.
E poi un altro grazie per la disponibilità nel farti intervistare.
Iniziamo subito l’intervista parlando un po’ di te. Nato e cresciuto in Ucraina per poi vivere a Roma. Com’è stato l’adattamento?
Risposta.L’adattamento è stato immediato, anche se violento e burrascoso. Mi sono ritrovato in questa realtà completamente diversa da quella alla quale ero abituato. Credo che questo fattore abbia marcato in maniera importante il vivere e vedere le cose, non solo dal punto di vista fotografico/creativo.

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Foto di Klim Kutsevsky con la nostra t-shirt “Drops of devotion

D.I tuoi scatti sono eleganti e raffinati, a volte hanno un sapore retrò. e nonostante la scelta del bianco e nero nel nudo artistico è molto battuta, le tue foto sono riconoscibili dalla massa. Cosa credi ti differenzia dagli altri?
R.Solitamente dicono che siano i contrasti netti, le ombre e le luci in bilico tra la realtà e un qualcosa-di-onirico. Fino a qui siamo d’accordo. Io credo che ci sia anche un fattore più “crudo”, dunque riguardo lo stile delle foto, a prescindere dalla luce etc. Sempre più spesso vediamo nudi “pettinati”, fatti ad hoc in studio o con un set di luci mirate a creare un’atmosfera sognante e simili. Cose che ormai (almeno a me) fanno venire l’orticaria. Sono anni che uso un solo obiettivo fisso, 35mm, luce ambiente o al massimo una luce led acquistata a una decina di euro. La fotografia, sopratutto in un contesto di nudo contemporaneo, dovrebbe essere fatta e vissuta in maniera più semplice, spontanea, sincera possibile.

 

D.I tuoi scatti sprigionano erotismo e la sessualità è un tema ricorrente nelle tue foto. Ma cos’è l’erotismo per Klim Kutsevskyy?

R.Mi è capitato più volte dover rispondere a questa domanda e mi sono accorto che in verità ogni volta rispondo in modo sempre leggermente diverso. Oggi mi viene da dire che l’erotismo per me è semplicemente ciò che desidererei vedere/fare indipendentemente dalla persona e dalle sue peculiarità fisiche. Probabilmente è solo un modo oggettivo per intendere i propri desideri sessuali, di conseguenza io in qualche modo vado a finire a fotografare ciò che piace a me. Probabilmente l’apprezzamento o meno di una mia foto dipende anche da questa compatibilità di desideri di chi l’osserva.

©Klim Kutsevskyy

D.Come avviene la scelta delle modelle?
R.Precisiamo, innanzitutto chiamarle modelle è fuori luogo e contesto, almeno per come vivo personalmente l’atto di fotografare qualcuno. Fotografo persone comuni, che potrebbe essere benissimo la vostra ex compagna delle superiori, la sorella del vostro amico, la vostra futura ragazza. Da quando ho “cominciato” penso di aver scattato con oltre 100 ragazze, e solo 4-5 “modelle” ma solo nel senso che sono solite a farlo in maniera costante. Non c’è nemmeno un vero e proprio criterio per la scelta, nasce spesso e volentieri semplicemente durante una conversazione, durante un reciproco sincero confrontasi l’uno con l’altro. Quelle volte in cui sono io a scrivere ad una X che ritengo interessante, faccio affidamento al mio radar di ragazze-che-sarebbero-disposte-a-farsi-fotografare-le-tette.

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©Klim Kutsevskyy

D.Oltre al nudo artistico, quali sono i soggetti o le situazioni che ti piace fotografare?
R.Oltre al nudo c’è tutto il resto: le cose che vivo in prima persona quotidianamente. Mi piacciono i piccoli dettagli, quelli che spesso vengono trascurati dalla maggior parte degli “osservatori”. Mi è rimasto in qualche modo il modo di vedere le cose con un occhio da reportage. Mi appassiona la pura estetica delle forme della natura, tipo i sassi.

 

D.Da poco è un uscita una tua fanzine dal titolo “Sommatoria da uno a sette”, la descriveresti ? Inoltre vorremmo sapere come poterla acquistare visto che dall’anteprima visionata su Facebook sembra interessantissima.
R.La fanzine, o meglio, l’idea della fanzine stessa nacque 2 anni fa: la sua struttura e il “mood” da voler esteriorizzare. Poi le foto le ho scelte in pochi giorni, avendo a disposizione tutto il materiale accumulato negli anni, sono partito dai 7 titoli dei capitoli, che hanno come tema vari concetti matematici. Purtroppo (o per fortuna) sono rimasti poco meno di una decina di numeri; l’unico distributore sono io sottoscritto, dunque messaggio in posta privata su facebook/instagram va più che bene per aggiudicarsi gli ultimi esemplari.

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©Klim Kutsevskyy

D.Dal primo al cinque novembre esponi al Paratissima a Torino. Sai già quali lavori esporrai?
R.Verrà esposta una serie ancora inedita, materiale della quale ho “collezionato” scattando negli ultimi 4/5 mesi. Una piccola anteprima sarà a breve disponibile sul sito di Paratissima. Intanto anche io provo ad anticipare i temi: carne, antiestetica, violenza.

D.Abbiamo scoperto che realizzi anche collage sotto il nome di KKollage. Dobbiamo dire che sono veramente belli, ma notiamo anche che ultimamente non ci sono nuovi lavori. Come mai questa pausa? E qual è il percorso creativo che ti porta a realizzare un collage?
R.Vi ringrazio, anche perché la cosa in verità si trova sotto una forma post-embrionale. non mi ci sono mai approcciato in maniera costante e “seria” per adesso. Dunque in verità succede che mi ci metto un pomeriggio e ne realizzo una decina e poi mi fermo per 6 mesi. Il percorso è guidato dal caso, dalle cose che trovo sfogliando un magazine anni 80 o una enciclopedia illustrata, un fotolibro su argomenti futili come calcio sudamericano oppure la storia di disastri naturali mondiali. Un po’ come nelle foto che faccio alla fine.

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“SOCCER DISASTER #1”
(Maggio duemilasedici) – KKollage

D.Klim, prima di concederci da te, ti rinnoviamo i complimenti per i tuoi lavori e siamo sempre curiosi e felici di sapere le tue nuove uscite. A proposito ti chiediamo, che progetti hai per il presente prossimo e per il futuro? Abbiamo letto di un tuo imminente trasloco, non è che ci stai abbandonando?
R.Grazie a voi. Presente prossimo, posso permettermi solo Torino e un altro paio di esposizioni a Cava de’ Terreni (SA) e Verona. Per il futuro mi sto organizzando per il lancio di una fanzine collettiva e la seconda fanzine/fotolibro personale, ma è tutto ancora in fase embrionale. Il trasferimento è avvenuto già, ma da una zona di Roma in-culo-al-mondo a una zona di Roma un-po’-meno-in-culo-al-mondo.

 

Contatti
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