Hacker Porn Film Festival 2019, le anticipazioni – Intervista a Renato Loriga

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“Lo slogan del festival, fin dalla prima edizione, è NO GENDER NO BORDER, a indicare la nostra volontà di intrecciare il discorso politico e quello sulla sessualità e l’identità di genere”. Renato Loriga

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Foto © Claudia Borgia

L’Hacker Porn Film Festival sta per ritornare nella capitale e si sta preparando a destabilizzare tutti i fruitori del festival più porno punk che ci sia. Il programma è quasi definito così come gli ospiti nazionali e internazionali che parteciperanno alla kermesse cinematografica.
Dal 24 al 30 aprile 2019, quindi, non prendete appuntamenti se non per ritrovarvi/ritrovarci al 30 Formiche, da soli o in compagnia, per assistere ai numerosi film e cortometraggi in concorso per questa terza edizione. Come per le edizioni precedenti, anche questa è arricchita da workshop ed eventi correlati. Per tutti gli illustratori e le illustratrici invece siamo felici di annunciare in anteprima che la call per partecipare alla mostra Ultracorpi è stata prolungata a fine febbraio, per cui continuate a seguire il sito e le pagine social dell’Hacker per rimanere aggiornati e soprattutto mettete mani alle matite e date respiro alla vostra fantasia. Noi non vi anticipiamo altro, ci penserà Renato, uno degli organizzatori del festival a spoilerarci qualcosa, ma non troppo, su ciò che accadrà alle terza edizione dell’Hacker.

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Renato Loriga

Domanda.Ciao Renato, eccoci qui per la nuova attesissima edizione dell’Hacker Porn Film Festival. A che punto siamo con l’organizzazione dell’evento?
Risposta.Ciao! Siamo ancora in pieno tumulto organizzativo. Quest’anno i contenuti sono tanti e di diversa natura. Hacker Porn è in primis cinema, ma anche incontri, talk, workshop, feste e socialità, e stiamo lavorando su ognuno di questi aspetti per garantire un’edizione ricca e imperdibile. Ma diciamo che il programma è pressoché definito, così come gli ospiti internazionali che animeranno la settimana di festival.

 

D.Quali sono quest’anno gli spazi che ospiteranno l’Hacker?
R.Quest’anno concentreremo il festival unicamente al 30 Formiche, il club che già ci ha ospitato l’anno scorso, ma con una rinnovata sala cinema che ci permetterà un’esperienza cinematografica di qualità superiore (but still underground, anche perché ce passa il treno sopra la capoccia, il bello sta anche là!). I workshop invece avranno luogo nel meraviglioso spazio di Fivizzano27, sempre al Pigneto, mentre le feste potrebbero portarci in altre location che per ora rimangono segrete.

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Artwork di Ian De Santis

D.Durante l’evento ci sarà una mostra dal titolo ULTRACORPI e proprio per questo avete indetto una call rivolta a illustratori e illustratrici. Quali sono le tempistiche e qual è il tema della mostra?
R.Lo slogan del festival, fin dalla prima edizione, è NO GENDER NO BORDER, a indicare la nostra volontà di intrecciare il discorso politico e quello sulla sessualità e l’identità di genere. Abbiamo deciso di lanciare una call che stimoli artisti e artiste a esplorare questo connubio con un invito a fantasticare su corporeità e sessualità altre, lontane dall’umano e dal genere, per arrivare all’alieno, al cyborg, all’indefinito, a ciò che davvero potrebbe essere queer. Il termine ultimo per presentare le proposte è il 10 febbraio, ma come ogni call che si rispetti estenderemo la deadline (anche perché febbraio è proprio un mese antipatico diciamocelo).

Artwork di 0666666666.vve

D.Conosciamo bene l’Hacker e sappiamo la cura e l’attenzione con cui viene stilato il calendario cinematografico. Tanta è perciò la curiosità per quello che sarà proposto quest’anno. Qualche piccola anticipazione da regalare ai nostri lettori?
R.Posso svelare che quest’anno ci saranno molti più cortometraggi, che sono il terreno più fertile di sperimentazione e di sconfinamento dei limiti. Inoltre proporremo degli slot tematici, ma le categorie saranno molto molto particolari. Posso però annunciare con immenso piacere il lungometraggio di apertura di questa terza edizione: (W/HOLE) di AORTA Films e The A.O. Movement Collective, un film corale e realizzato collettivamente, che mescola danza, auto narrazione e pornografia con una carica emotiva e artistica di rara potenza espressiva. L’ulteriore ottima notizia è Mahx Capacity, regista del film, sarà ospite del festival e sarà anche parte della giuria cortometraggi.

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Un frame da (W/HOLE), di AORTA films + The A.O. Movement Collective

D.Oltre ai film in concorso al festival, ogni hanno proponete dei workshop molto interessanti. Puoi spoilerare qualcosa senza attirare le ire dei tuoi collaboratori e delle tue collaboratrici?
R.Avremo cinque workshop quest’anno, tutti molto diversi tra loro e tenuti quasi tutti da ospiti internazionali. Posso anticipare che il performer queer Finn Peaks ci porterà, tra tante altre cose, il suo bellissimo workshop di Erotic Wrestling, mentre il nostro amato Ben Berlin ci proporrà un lavoro di due giorni sul BDSM.

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ALTRI IMMAGINARI venerdì 8 febbraio presso Company Roma

D.Grazie per le anticipazioni Renato e per il tempo che ci hai concesso, ci vediamo all’Hacker ma prima abbiamo un ultima domanda e riguarda il 48 ore film Project. Nel 2017 il festival ha ospitato Maria Basura e il suo progetto Fuck the Fascism. Il 2018 è toccato a Ben Berlin. Per chi visiterà il festival per la prima volta, puoi anticipare cos’è il 48 ORE FILM PROJECT? Per noi aficionados invece, sveleresti l’ospite di quest’anno?
R.Il 48H è un’occasione innanzitutto per invitare le registe e i registi postporno che amiamo e mostrare i loro lavori al nostro pubblico, ma è anche l’opportunità per infettare Roma di un po’ di sano pornoterrorismo. Durante il 48H l’ospite deve pensare, girare e montare un corto nell’arco di due giorni, e il lavoro viene poi proiettato durante l’ultimo giorno del festival. Quest’anno abbiamo voluto fare le cose in grande, e l’ospite si è quintuplicato: protagonista del 48H è infatti il collettivo berlinese MEOW MEOW, i cui quattro membri (Theo Meow, Candy Flip, Spir@lina e Doxytocyn) insieme all’inseparabile direttrice della fotografia Jo Pollux producono da anni cortometraggi fuori dagli schemi, e ovviamente hanno apprezzato subito lo spirito punk e folle del nostro progetto. Ci sarà da divertirsi!

Voglio ringraziare Queef Magazine per lo spazio concesso, e concludo ricordando che Hacker Porn è un festival del tutto indipendente e auto-finanziato, e che quindi la partecipazione del nostro pubblico è l’unico motivo se possiamo esistere. Rinnovo quindi l’invito a partecipare alla call, a seguire le prossime anticipazioni sui nostri social, a venirci a trovare alla prossima festa di finanziamento ALTRI IMMAGINARI venerdì 8 febbraio, e a supportarci nel modo a voi più congeniale, per immaginare insieme un futuro diverso per i nostri corpi e i nostri desideri.

 

Contatti
Sito: hackerpornfest.com
Instagram: @hpff_rome
Facebook: @hackerpornfilmfestival

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