Altri Immaginari, last call per il nuovo libro della Golena Edizioni – Intervista a Maya Checchi

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“Attraverso il sesso ci regolamentano, ci plagiano, ci spaventano, ci condizionano per far sì che tutto il loro potere funzioni ai loro sporchi comodi. Siamo nel ventunesimo secolo ma sul sesso e sulla sessualità abbiamo ancora molto da imparare”. Maya Checchi

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Da sei anni hanno raccolto la pesante e importante eredità della Malatempora Edizioni e possiamo affermare che ci sono riuscite appieno. Stiamo parlando della Golena Edizioni, nata nel 2012 e il cui simbolo, la fenice, rievoca proprio la rinascita di quello che fu la Malatempora: Contro Cultura e Contro Informazione. L’occasione per questa piacevole e interessante chiacchierata con Maya Checchi ce la da la call, dedicata a scrittori e scrittrici, illustratori e illustratrici, per la pubblicazione di un volume che vuole raccogliere racconti attorno all’erotismo e alla sessualità di genere e dei generi. Il progetto si chiama “Altri Immaginari” e il focus, dicevamo, è la sessualitià “no border”, senza confini. Desideri, perversioni, emozioni senza limiti, racconti e disegni che affrontano tutte le sfaccettature possibili e immaginabile dei corpi. Il termine per aderire e presentare il proprio lavoro è il 15 Novembre, quindi “prendete in mano” matita e penna, e schizzate in libertà tutta la vostra voglia di sesso (i contributi devono essere inviati a selezione_altri.immaginari@golenaedizioni.com). Ora un tuffo nella storia della controcultura grazie alle parole di Maya, nuotando nel presente, avendo come banchina, anzi, come golena di approdo un altro futuro.

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Maya Checchi

 

Domanda.Ciao Maya, grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo per rispondere alle nostre domande. Iniziamo subito con la prima. Dalle ceneri di “Malatempora Edizioni”, nel 2012, vede la luce “Golena Edizioni”. Affinità e divergenze, se ce ne dovessero essere, tra due progetti editoriali?
Risposta.Grazie a voi che stimo molto. Nel 2012 erano passati tre anni da che Angelo Quattrocchi ci aveva lasciato. Lo avevo accompagnato fino alla fine, con due dei suoi tre figli gli tenevamo la mano e una delle sue compagne gli cantava una nenia. Ma dopo tre anni la “Malatempora” stava andando a picco. Nessun* aveva voglia -o poteva- continuare con la casa editrice. Io avevo chiuso (dopo ventotto anni) col “porno tradizionale” (ormai andato a picco anche lui) e così proposi di “riavviare” la “Malatempora”. Il primo problema fu il nome da dare alla casa editrice perché Angelo era un hippi che ovviamente non aveva mai pagato i bilanci della società e rischiavamo la finanza. Poi il lampo di genio: Golena. Ci piaceva il nome e quello che significava (quello spazio piano compreso tra la riva di un corso d’acqua e il suo argine) ed è l’anagramma di “Angelo”. Alla Golena il compito di portare avanti la casa editrice e il suo logo è una fenice –che risorge dalle ceneri-.
Naturalmente il buon hippi non aveva mai registrato il marchio, per fortuna, perché questo ci ha permesso di registrarlo noi e poter così targare i libri migliori come “Malatempora”.
Le uniche (semmai) divergenze sono nei tempi che sono molto cambiati ed oggi proponiamo anche altre realtà che all’epoca erano solo nell’aria e quindi non erano previste. Ma la guerrilla resta la stessa.

D.Qual è la vostra politica editoriale? A chi vi rivolgete?
R.Continuiamo con orgoglio a portare avanti la stessa politica editoriale: ControCultura e ControInformazione, come le chiamo io: “dar spazio alle grida dal fondo”. Il target è infinito, a chi fa attivismo, a chi ha la mente aperta per confrontarsi con una informazione contraria a quella delle televisioni e dei telegiornali di stato. Alle donne che si contorcono tra i vari femminismi di oggi…. Faccio prima a dirti chi non è il nostro “target”: no al fascismo, no al fanatismo religioso, no a tutt* quell* persone che amano crogiolarsi nei loro blocchi mentali e / o trovano più comodo dare per scontato tutto quello che viene loro imposto da patriarcato e capitalismo. Come avremmo detto ai nostri tempi: “no ai servi di stato”.

 

D.Quali sono le difficoltà che l’editoria oggi deve affrontare?
R.La mafia dei distributori pappa e ciccia con rizzoli e mondadori. (scritti in minuscolo appositamente per disprezzo). Che boicottano e affossano le piccole case editrici e le librerie. E credo che sia abbastanza esaustivo.

 

D.Il passato è fondamentale per il futuro. Per questo ci piacerebbe ascoltare un tuo ricordo sui tempi della Malatempora, ricordiamo fondata da Angelo Quattrocchi.
R.Ne avrei troppi. A diciannove anni scappai di casa e finii a casa sua che mi ospitò e trasformò una ragazzina svampita in una lottatrice. L’amicizia è durata dal ’79 alla sua morte.
Ricordo sempre con piacere i mercoledì della Malatempora. Ogni mercoledì ci si vedeva a casa sua, prima a Trastevere e poi al Pigneto dove si trasferì e durante i quali con olive e crostini (la casa editrice era per ovvi motivi molto povera… come lo è oggi hahaha) si incontravano delle persone incredibili, attori, scrittori, poeti, casalinghe, bone borghesi, svitat* e fuori di testa, ma ci incontrai anche Lasse Braun, Dario Bellezza, Sparagna sempre presente, molte persone passate alla storia. La casa del guru dell’underground era sempre magica.

 

D.Passato e ora presente. Il 15 Novembre termina la call per selezionare nuovi racconti che parlino di sessualità. Vuoi parlarci del progetto?
R.Con la “Malatempora” facemmo un libro di racconti gay e lesbo (Altri Amori) dal quale emersero var* autrici ed autori e volevamo riproporre qualcosa al passo dei tempi. Altri.Immaginari è una selezione di racconti e illustrazioni no-border. Una collezione aperta e apribile non di farfalle ma di esperienze, desideri, perversioni, emozioni, giochi dove protagonista sia il corpo che desidera e racconta in tutte le sfaccettature del margine e del confine: vecchix, grassx, stoprpix, razializzatx, asessuali, lesbicx, frocix, queer, transfemministi, xxxxxxxxxxx, noir, …
Stanno già arrivando molti testi ed alcuni sono notevoli. Siamo felici di dar spazio anche a chi rimarrebbe nell’ombra ma ha invece cose da dire, raccontare, illustrare… Speriamo di farlo uscire per natale.

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D.Quanto è importante, ad oggi, discutere e parlare di sesso e sessualità? Quanto è importante leggere e studiare le sessualità?
R.È fondamentale !!! Il sesso è la prima forma di controllo nelle società animali (per fortuna non sempre: abbiamo i nostri cari bonobo e qualche altra specie) ed umane. Attraverso il sesso ci regolamentano, ci plagiano, ci spaventano, ci condizionano per far sì che tutto il loro potere funzioni ai loro sporchi comodi. Siamo nel ventunesimo secolo ma sul sesso e sulla sessualità abbiamo ancora molto da imparare. Come diceva Lasse Braun: “la rivoluzione sessuale ha ancora molto da percorrere”. Autore/regista che inventò l’industria del porno proprio in veste di rivoluzione, portando il primo film (ovviamente porno) a Cannes mostrando per la prima volta fiche e cazzi a pieno schermo e del quale vantiamo l’esclusiva di tutti i suoi libri (Collezione Libri Proibiti) descritti come i “libri che si leggono con una mano sola”. Quindi sesso e sessualità sono la chiave per sputtanare le menzogne del patriarcato attivato soprattutto verso le donne (genetiche e non).

 

D.Visitando il vostro sito molti sono i testi che incuriosiscono e che invogliano a essere letti. Come nel film “Altà Fedeltà” in cui il protagonista sceglieva la sua personale top five per ogni avvenimento, così noi ti chiediamo la tua top five dei libri che consiglieresti a un lettore o a una lettrice che vuole ampliare il suo punto di vista sul tema della sessualità.
R.Difficile. Ogni libro che pubblichiamo ha una sua storia scardinatrice, “Fica Potens” di Diana Torres (ma anche come gli altri suoi due libri “Pornoterrorismo” e “Vomitorium”) è sicuramente passato alla storia, l’autrice fa una ricerca da Ippocrate ai giorni nostri sull’eiaculazione femminile scoprendo che fino al Medio Evo le donne occidentali eiaculavano normalmente. Occidentali perché leggiamo testimonianze dall’Africa e dall’Oriente, ma anche della buona parte del Latino America, che dell’eiaculazione femminile neanche ne parlano poiché evento normale. Ma soprattutto ci fa presente che dal 2000 l’ OMS impone di chiamare le ghiandole di Skene prostata femminile, il che ci spiega come le donne genetiche siano portate a soffrire di prostatiti ed anche di cancro alla prostata. Ecco, questo è un esempio del potere della ControCultura e della ControInformazione. Un libro che dovrebbero leggere tutt* le/i ginecolog* che ci curano le prostatiti come cistiti imbottendoci di letali antibiotici e si rifiutano di farci fare un semplice test del PSA e quando i nostri cancri si espandono all’utero e alle ovaie spesso è troppo tardi.
Poi potrei inserire “Diventare Cagna” di Itziar Ziga, un testo che ha spopolato da noi come fece in Spagna, che insegna un nuovo femminismo che rivendica il termine cagna, come fu un tempo per il termine frocio, spunto di varie e importanti riflessioni.
L’ultimo uscito: “Fuck The Fascism” di MariaBasura che ci spiega e racconta cos’è il PornVandalismo, ma soprattutto ce lo fa vedere. È una raccolta fotografica di azioni compiute in TUTTO il mondo. Tanto per prendere atto del fatto che questi non sono episodi isolati di poc* pazz*, ma un movimento che usa lo “scoparsi i monumenti” per rivendicare i danni e le violenze messe in atto dal colonialismo nella storia.
E poi tutti gli altri, da quelli ripescati dalla vecchia “Malatempora”, come “Wounded Knee” di Angelo Quattrocchi, unico occidentale presente alla rivolta, che racconta a mo’ di diario l’occupazione del 1973 nel Sud Dacota che rappresentò una presa di coscienza dei nativi. O “Hackers di Maya” (  ) che ripercorre la storia della telematica italiana con ben 35 pagine sulla storia mai scritta dell’importanza nella storia delle donne in informatica, telematica e non solo. Lo sapevate che il primo computer fu inventato da una donna? Ada Byron, figlia di Lord Byron.
O Come mangiare con meno di 5 euro al giorno e tornare alla natura. Come vedi non solo sesso, ma dovunque si possa parare a fornire una Informazione che abbatta quella imposta.

D.Quali sono i progetti futuri e le aspettative della “Golena Edizioni” nel suo futuro prossimo?
R.Continuare a scardinare gli argini! Ora ci stiamo concentrando su Altri.Immaginari, ma ci sono molte cose in cantiere, un viaggio tra i femminismi che uscirà per il nuovo anno, un altro testo dalla Spagna che sovvertirà il concetto di “salute: “Autogestione ex-centrica della salute. GynePunk”. Ve lo anticipo ma niente spetteguless… sarà una bomba. Ed altro, ma tutto in cantiere. Work in Progress ed in Process…
C’è sempre la mailing-list, la pagina FB e il sito per restare informat*.

 

Contatti
Sito: golenaedizioni.com
Facebook: Golena Edizioni

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