Buh lab, gioielli d’arte fatti a mano – Intervista a Francesca Giordano

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“Tutti ogni giorno ci confrontiamo con il nostro corpo e con quello degli altri, spesso vergognandocene, nascondendolo e penso che sia davvero un peccato”. Francesca Giordano – buh lab

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© buh lab

Francesca Giordano nasce in Sicilia, una terra che le resta nel cuore nonostante se ne sia allontanata. Dopo l’Istituto d’arte e il Dams Arte, per alcuni anni decide di viaggiare e vivere esperienze all’estero. Barcellona, Svezia, Romania fino a quando l’amore non la porta a Reggio Emilia, dove attualmente vive e trova ispirazione per il suo progetto: buh lab. I gioielli ideati e realizzati da buh lab sono gemme artistiche di pochi centimetri. Piccole illustrazioni preziose diventano così orecchini, anelli, spille e quadretti dallo stile raffinato, poetico, ironico e a volte erotico. Il suo stile è minimale, i colori scelti sono il bianco è nero e il tratto è così sottile da rendere estremamente delicati i soggetti rappresentati. Stile minimale ma ricco di particolari a seconda del disegno e della serie. Possiamo così ammirare l’essenzialità dei disegni più zozzi come l’estrema minuzia di dettagli nelle serie “Pezzi da Museo” e “il giro del mondo dalla poltrona di casa”. Come avete potuto leggere e notare anche i nomi non sono banali. Alcuni semplici e diretti altri ricordano i titoli dei film di Lina Westmuller, in entrambi i casi la fantasia e l’originalità non vengono mai a mancare. Siamo felici di aver intervistato buh lab, artista-artigiana da conoscere e amare così come siamo entusiasti di ospitare la sue creazioni sul nostro sito (CLICCA QUI) produzioni da ammirare e “indossare”, e state pur certe che non passerete inosservate.

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Francesca Giordano – buh lab

D.Prima di addentrarci nel tuo progetto conosciamo chi c’è dietro buh lab. Nasci in  Sicilia ma poi gli studi, la tua voglia di fare esperienze nuove e l’amore ti portano a girovagare in Europa per poi stabilirti a Reggio Emilia, dove attualmente vivi. Cosa ci racconti di queste esperienze? In che modo ti hanno arricchito sia personalmente che professionalmente?
R.Viaggiare sempre, ma preferisco farlo da “non turista”. Mi piace conoscere i luoghi dove vado e a volte è necessario più tempo per approfondire aspetti della cultura del paese ospitante e per perdersi nelle stradine che di solito ti sconsigliano di frequentare. E quando non mi è stato possibile muovermi perché avevo messo radici ho continuato a
viaggiare attraverso i racconti dei miei studenti e i piatti tipici che mi hanno fatto assaggiare, ho un passato da insegnante di italiano per stranieri, che lavoro meraviglioso! Oggi posso dire di essere un puzzle di tutti i posti che mi hanno ospitata e di tutte le persone che mi hanno accolta quando ero solo una straniera in terra ancora più straniera.

 

D.Quando e come nasce buh lab?
R.Buh lab nasce più o meno 6 anni fa in un momento di noia come tanti, la noia non è solo negativa anzi! Può essere la spinta che al posto di farti perdere tempo a stalkerare profili sui social ti fa decidere di sperimentare cose nuove, di documentarti su cose che prima ignoravi. Così in un pomeriggio qualunque ho scoperto questa tecnica che mi lascia la libertà di cui ho bisogno per raccontare quello che mi passa per la testa.

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© buh lab

D.Esiste una motivazione particolare per cui hai scelto questo nome?
R.Sì, non sapevo decidermi sul nome da scegliere! Poi un giorno un’amica mi ha chiesto che nome avessi scelto per il mio brand e ho risposto “buh!? Non ne ho idea!” E così è rimasto questo nome che rispecchia tantissimo la mia indecisione alla ricerca di una perfezione che puntualmente non raggiungo.

 

D.Quando ti abbiamo incontrata siamo rimasti stupiti nel constatare che i gioielli che realizzi sono fatti a mano. Quanta pazienza e quanto amore ci vuole per creare ogni singolo pezzo?
R.Probabilmente ce ne vuole tanta ma nel mio caso è un modo per rilassarmi, per concentrarmi e vivere uno spazio e un tempo tutto mio, mi basta il mio studio e la musica giusta per mettermi a creare e scordare tutto il resto.

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© buh lab

D.Il tuo stile è minimale e allo stesso tempo estremamente comunicativo. Divertenti sono anche i nomi da te scelti per le tue produzioni. Come sei arrivata a questa riuscitissima sintesi? Come nasce il tuo stile?
R.Mi viene tutto molto spontaneo, sembra casuale ma credo sia piuttosto un bagaglio di informazioni che ho dentro e che pian piano viene fuori perché qualcosa di esterno lo riporta alla memoria, anche i titoli e i testi che accompagnano le mie creazioni sono il frutto di un dialogo spontaneo tra me e loro, direi quasi che sono loro a dirmi cosa scrivere.

 

D.Un tema spesso ricorrente è il corpo o parti di esso. Riesci a ironizzare in maniera davvero efficace sul tema del nudo. Come è nata l’idea di creare gioielli “erotici”?
R.È stato un avvicinamento del tutto naturale. Tutti ogni giorno ci confrontiamo con il nostro corpo e con quello degli altri, spesso vergognandocene, nascondendolo e penso che sia davvero un peccato. Forse invecchiando inizi a pensare che ti importa sempre meno di quello che dicono gli altri, almeno a me è successo così, ironizzo su di me, sulla mia pancia e sui miei difetti in generale. Mi faccio a “pezzetti” nelle mie illustrazioni per ricomporre la mia identità nella vita reale, ecco funziona più o meno così.

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© buh lab

D.Non solo nudi, anzi. Tanti sono i soggetti protagonisti delle tue opere. Gatti, piante, statue, insetti, volti, pezzi da museo e altro ancora. Come scegli cosa disegnare? Dove trovi la tua ispirazione?
R.L’ispirazione è ovunque anche se sarebbe sempre meglio cercarla dove non l’hanno già trovata gli altri. Per me una fonte di ispirazione inesauribile è la storia dell’arte, che ha contraddistinto il mio percorso di studi per tutti gli anni ma sicuramente anche la vita quotidiana offre tanti spunti interessanti. Uscire per strada, guardarsi intorno è il miglior modo per farsi venire delle idee.

 

D.Quando partecipi ai market come standista, qual è la reazione del pubblico alle tue creazioni?
R.In breve. Passa, si ferma di botto, sorride, ridacchia, dà gomitate alla persona vicina e a volte si imbarazza.

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© buh lab

D.Sui social ti muovi alla grande e il consenso nei confronti del tuo lavoro cresce velocemente. D’altronde una delle caratteristiche di pubblicizzare la propria arte su canali tipo Instagram è proprio quella di “velocizzare la visibilità”. Qual è il tuo rapporto con i social? Ci consiglieresti tre profili da seguire assolutamente?
R.Ho un rapporto non dico pessimo ma quasi, non seguo le regole d’oro per far crescere i followers, non controllo gli insight e faccio sempre di testa mia in ogni cosa, guarda il mio feed per capire il concetto di incoerenza! Ma è vero, i social aiutano a farsi vedere e in qualche modo vanno usati ma senza diventarne dipendenti. I primi tre profili che mi sono venuti in mente sono molto diversi tra loro ma mi piacciono moltissimo!
Il primo è quello di un’illustratrice chaa_coco, mi piace perché con pochi tratti e parole sintetizza le relazioni, i sentimenti e gli stati d’animo con una raffinatezza e immediatezza che vorrei avere io!
Il secondo è Klindoeil, una boutique a Parigi che mi fa venire voglia di prendere il primo volo e comprare tutto, adoro le loro scelte cromatiche, i workshop che organizzano e la selezione di prodotti che offrono.
Il terzo profilo è quello di Miranda Makaroff, lei mi piace perché… basta guardarla per capirlo, in assoluto la mia preferita!

 

D.Un nuovo anno sta per iniziare, ci saranno novità riguardo buh lab? Cosa ti auguri per la tua arte e per te stessa? Grazie di cuore per il tempo che ci hai concesso, continueremo a seguirti sempre con tanta curiosità.
R.Novità sempre, il mio obiettivo è sorprendere prima di tutto me stessa e poi chi si avvicina al mio prodotto. Mi auguro di non fermarmi mai, di crescere ma senza dimenticare chi sono e di raggiungere pian piano gli obiettivi che mi sono prefissata.

 

Contatti:
Sito: buhlab.it
Facebook: @buhlab.handmade
Instagram: @buhlab

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