L’unione delle arti di Vinylico e LenaO – Intervista a B-Zone

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“B-zone è la naturale e spontanea conseguenza dell’incontro tra due individualità affini, benché abbiano due mentalità diverse”. B-zone

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©B-Zone

Il progetto B-zone nasce da una serie di lunghi confronti tra Vinylico e LenaO sull’arte e il modo di farla e combina due background molto diversi tra loro, seppur accomunati dalla comune passione per la grafica e l’illustrazione.
La B-zone è un luogo bi-, ovvero un luogo in cui la tematica del doppio è da intendersi nel più ampio degli spettri semantici possibili. La dualità che ci caratterizza coinvolge, inoltre, anche il processo creativo: la prima fase consiste nella realizzazione di sketch a mano, cui poi segue una unificazione grafica digitale. Conseguentemente, si arriva alla creazione di immagini costituite da elementi formali e rappresentativi spesso contrastanti tra loro.
B-zone lavora attualmente a due progetti grafici: uno riguarda le icone del mondo dell’arte e l’altro la questione del gender, entrambi selvaggiamente e bizzarramente reinterpretati secondo il modo in cui Vinylico e LenaO vedono il mondo. Per acquistare le stampe di B-Zone CLICCA QUI.

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Marilena e Francesco

Domanda.Francesco e Marilinea, la passione per l’illustrazione vi accomuna ma avete un background molto diverso tra voi. Qual è il percorso artistico e quali gli interessi culturali e personali che vi hanno formato?
Francesco.Il percorso di studi è stato di tutt’altra natura. Da sempre, però, la passione per i fumetti, graphic novel ( Pazienza, Liberatore, Manara, Battaglia, Pratt…), riviste (come Frigidaire, Cuore etc), le cover dei vinili, delle audiocassette e dei cd e non ultimo le locandine dei film, sono stati da stimolo per abbozzare su carta idee.

Marilena.Io disegno da sempre, ma ho iniziato a considerare seriamente un percorso grafico costante a partire da quando mi sono trasferita a Londra, nel 2012 . Per me questa città è stata fondamentale sia in termini di acquisizione di competenze, sia per l’approccio alle cose che faccio, soprattutto dal punto di vista della disciplina. Inoltre, alcuni eventi della mia vita mi hanno sicuramente indotto a cercare di trovare degli escamotage per non demonizzare quanto ho vissuto in determinate circostanze. E ho trovato nel disegno una sorta di equilibrio o di pacificazione personale di fronte ad alcune tematiche.

 

D.Avete unito idee, fantasia e abilità nel disegno in un progetto comune: B-zone. Come nasce e cosa si propone di realizzare?
R.Direi che, in primis, B-zone è la naturale e spontanea conseguenza dell’incontro tra due individualità affini, benché abbiano due mentalità diverse. Dopo la mia personale al Quelolab!, io e Francesco abbiamo iniziato a ragionare su alcuni dei temi che ci stanno a cuore e abbiamo trovato, per così dire, un posto in cui farle confluire. B-zone è il nome che abbiamo dato a questo luogo, in cui rap-presentare le nostre idee e lanciare i nostri messaggi.

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D.Come siete riusciti a trovare la sintesi tra i vostri, diversi, modi di disegnare?
R.Dalla scelta di alcuni temi in poi, è stato tutto piuttosto immediato, devo dire. Francesco si stava focalizzando su una ricerca della linea giusta, mentre io mi stavo concentrando su una ricerca cromatica, senza badare troppo alla forma da darle. In un certo senso, ci siamo completati.

 

D.Icone del mondo dell’arte. Come vengono scelti i soggetti da illustrare?
R.Ci interessa la biografia di un artista, non la sua produzione. La scelta di Frida Khalo, per esempio, è stata fatta per l’enorme impatto che il dolore, anche solo fisico, ha avuto nella sua vita e per la sua spregiudicatezza, anche sessuale.

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D.La questione del gender. Una questione quanto mai attuale, anche alla luce delle recenti dichiarazione del ministro Fontana. Cosa vi ha spinto a scegliere questo tema come oggetto dei vostri lavori? Qual è il vostro punto di vista sulla sessualità?
Francesco.Ogni individuo ha una propria identità di genere che può anche essere differente dal sesso. L’interesse non è tanto legato ai fattori di natura biologica o sociale, che potrebbero influenzarne la formazione, ma più al come una persona percepisce il proprio genere. La letteratura e la filmografia sono stati i primi approcci che ho avuto e che hanno contribuito all’interesse. Alcune delle scene disegnate sono immagini impresse nella memoria dei transessuali e drag incontrati nei vicoli di Napoli negli anni 90. Mi affascinavano sia la loro sfrontatezza che il contrasto di colori dell’abbigliamento, delle parrucche e del trucco, sullo sfondo di periferie grigie e difficili.

Marilena.La questione del gender mi ha sempre affascinato, anche se non necessariamente a livello politico o sociologico. Il primissimo interesse sorse al liceo di fronte alla figura dell’ermafrodito. All’università mi sono appassionata all’universo delle drag queens; il tutto è poi culminato in veri e propri studi relativi alla trasformazione fisica, e al transgender in particolare. Per me la sessualità è apertura ed è una delle cifre più importanti per quanto riguarda l’identità di ciascun individuo.

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D.Come siete riusciti a trovare la sintesi tra i vostri diversi modi di disegnare?

R.Dal punto di vista tecnico, provando e riprovando, come diceva qualcuno di molto famoso. Se ci immaginate chini sulla scrivania con davanti un foglio di carta e la penna (o il pennarello ) in mano o a passare ore di fronte al computer, non vi sbagliate.

 

D.L’arte viaggia veloce su Instagram. Qual è il vostro rapporto con I social?
Francesco. Purtroppo non ho un rapporto bellissimo con I social e sfrutterò la ‘disciplina’ di Marilena per essere presente!

Marilena.I social sono fondamentali, non c’è dubbio. Personalmente sto cercando di avere disciplina anche in questo, per cui dedico loro del tempo quotidianamente. Posso decisamente migliorare, però.

D.Francesco e Marilena, noi vi ringraziamo per il tempo che ci avete dedicato. Un’ ultima domanda sul futuro riguardo questo vostro nuovo progetto, vi siete prefissati degli obiettivi? Quali sono I vostri sogni artistici? 
R.Grazie a voi. Nell’immediato, vorremmo raggiungere quanta più gente possibile e continuare a lavorare sulle due linee già citate. Quanto ai sogni, non mi spiacerebbe affatto entrare nell’immaginario collettivo. Sembra difficile, ma non è impossibile. Faremo di tutto perché diventi probabile.

 

Contatti
Facebook: @BzoneLab
Instagram: @bzonelab

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