Sesso, cinismo e satira – Intervista ad Antonio Proietto

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“Il sesso è il mio strumento di visione del mondo. E’ un modo per smascherare chi mente. Quando sei nudo col cazzo in mano o la figa aperta, nonostante quello che dici, il tuo corpo, e soprattutto il tuo sesso, ti tradiscono sempre, rivelando chi sei veramente”. Antonio Proietto

antonio proietto, delicatessen666, illustrazione satira sesso
Antonio Proietto

Antonio Proietto è uno dei vignettisti-illustratori più interessanti e talentuosi in cui ci siamo imbattuti in questi anni.
Lo seguiamo dal 2015 e da allora non ci siamo persi un passaggio della sua carriera artistica.
Nella vita è un allenatore di nuoto, ma il destino, o chi per lui, gli ha regalato una dote sublime.
L’estro nel disegnare è tutta farina del suo sacco, mentre invece deve al suo vissuto l’abilità nel descrivere il mondo che ci circonda.
E lo fa in maniera cinica, sincera, aspra ma a volte anche divertente. Osservando alcuni suoi lavori si è portati a sorridere, ma non in maniera leggera e spensierata. No. E’ quel sorriso che lascia subito spazio all’amarezza dovuta ad una verità sbattuta in faccia. Antonio Proietto ha la fantastica abilità nel saper farti sorridere e arrabbiare allo stesso tempo.
Se non bastasse questo a farvi innamorare dei suoi lavori, oltre a ciò, c’è un altro ingrediente che rende ipnotiche le sue vignette ed è l’uso del sesso, che come lui stesso ci racconta, è un mezzo per smascherare chi mente.
Quindi sesso, politica, chiesa, e se pensate che sia tutto siete fuori strada.
Il mondo di Antonio Proietto è sempre in divenire, il suo j’accuse non risparmia nessuno, ma per conoscere un po’ meglio il suo mondo non dovete far altro che regalarvi cinque minuti del vostro tempo e leggere le risposte date, come nel suo stile, senza filtri.

 

Domanda.Cinico, sarcastico, ironico e tanti altri aggettivi si potrebbero accostare ai tuoi disegni, ma Antonio Proietto come definirebbe se stesso?
Risposta.Credo di avere una personalità complessa. I miei lavori ne rispecchiano una parte, e fondamentalmente quella che preferisco. Le attività quotidiane, il lavoro, il rapporto con gli altri, con i loro stanchi rituali sempre uguali, mi costringono ad essere meno brillante di quanto vorrei. Ma a volte le due realtà si confondono, ovvero quella meno accondiscendente si manifesta nei momenti meno opportuni creando un po’ di scompiglio, lasciandomi comunque una piacevole sensazione di soddisfazione.

 

D.Quando hai iniziato a disegnare e quando hai scelto questo percorso artistico?
R.Ho iniziato a disegnare da piccolissimo. Alle scuole elementari mi distraevo spesso durante le lezioni per scarabocchiare sui quaderni, ricavandone perlopiù rimproveri e tirate d’orecchi. Erano impulsi irrefrenabili, i momenti di arte scolastica non mi coinvolgevano più tanto. Non riuscivo ad essere metodologico, a seguire un percorso. E questa mancanza di disciplina ha limitato per molti anni la mia capacità di espressione. Posso affermare di aver smesso di disegnare fino a quando è nata la pagina Delicatessen, nel 2011. Quel momento ha segnato un cambiamento, in uno degli anni peggiori della mia vita, tutto quello che ho dovuto metabolizzare ha trovato una forma nelle vignette della pagina. Le prime vignette pubblicate risentono fortemente dei disagi di quel periodo, infatti sono i lavori più “dolorosi”, più personali, quelli che guardo con affetto, come delle vecchie foto di me da piccolo. Col tempo il mio sguardo si è ampliato, e la pagina ha smesso di essere uno percorso psicanalitico, anche grazie alle collaborazioni nate dal bel rapporto che si è creato con alcuni fan della pagina. Tuttora mi occupo della vignetta del lunedì del magazine on line “Mangiatori di Cervello” , nella rubrica #Vetrioloechina.

antonio proietto, delicatessen666, illustrazione satira sesso
D.Antonio da allenatore di nuoto a disegnatore, se dovessi proprio scegliere, a quale dei due mondi non rinunceresti mai?
R.Difficile rispondere. Attualmente il lavoro ufficiale prende molto del mio tempo, per cui non riesco a dedicare un grande impegno al disegno, molto meno di quanto desidererei. E questo mi farebbe preferire il mondo artistico a quello sportivo, per rispondere alla tua domanda. Però, nei periodi di lungo riposo dal lavoro, quando posso disegnare in libertà tutto il giorno, soprattutto se ho un progetto su cui impegnarmi, una scadenza da rispettare, mi costringo ad essere sistematico e disciplinato, come nel lavoro stesso. E questo lo trovo soffocante. Se penso al disegno come a qualcosa con la quale guadagnare per vivere temo che comincerei a non sopportarlo. Meglio fare altro e disegnare per piacere o per un bisogno più intimo che non sia la pagnotta. E poi non è che abbia tutte queste richieste da parte di grandi autori o editori eh! Infine devo ammettere che, se dovessi lasciare il lavoro, i miei ragazzi mi mancherebbero, negli anni si creano dei rapporti profondi che sono sicuramente la cosa più bella che resta. Non saprei proprio cosa rispondere insomma

 

D.Il tuo blog si chiama Delicatessen666. Delicatessen tradotto vuol dire macelleria, mentre 666 sappiamo essere il numero del diavolo. Ritieni che il tuo spazio virtuale sia un po’ come una macelleria diabolica? Insomma come mai la scelta di questo nome?
R.Delicatessen è molto comune, per cui per sceglierlo come nome del blog ho dovuto aggiungere un numero, mi è venuto subito in mente 666. Non so perché. Forse mi è stato suggerito da Satana, inconsciamente. Per quanto riguarda il nome…in fondo è come dici tu. Faccio a pezzi l’umanità, mostrandone l’ipocrisia, la mala fede. Non solo dei potenti, ma soprattutto dei poveracci, che dei primi sono la linfa vitale. Le tecnologie attuali stanno mostrando la grande forza persuasiva e invasiva delle credenze popolari, delle pseudoscienze, dell’opinione dell’uomo della strada. Il suo grande potere. Ma è una forza irresponsabile e pericolosa che, se fino a qualche anno fa si faceva manipolare per mancanza di mezzi di espressione propri, ora interviene direttamente nella vita pubblica influenzandola fortemente, ma mostrando la totale incapacità di agire, come i rappresentanti che si è sempre scelta d’altronde. Per me ora ha più senso fare satira sul “Popolo” che sui politici. Ma lo pensavo anche prima.

 

D.Le tue vignette hanno uno sguardo cinico e sarcastico sul mondo, e prendono di mira spesso il mondo della chiesa, qual’è il tuo rapporto con essa?
R.La chiesa è una fonte generosa alla quale attinge il popolo di cui ho parlato prima. E poi è di per sé un formidabile apparato di potere che con la fede ha poco a che fare, il papa attuale è quanto di più falso e subdolamente immorale la chiesa sia stata in grado di generare da tempo. Uno strumento creato per fare marketing, per vendere i prodotti e i servizi di uno dei brand più conosciuti al mondo. Per cui, il rapporto che ho con la chiesa è di totale idiosincrasia, maturata in giovane età e consolidatasi nel tempo. L’ambiente nel quale sono cresciuto vede come qualcosa di inevitabile il rapporto con la chiesa, di scontato. Sono stato costretto a fare sei anni di catechismo per ricevere i sacramenti, periodo che non mi ha lasciato nulla, se non la spiacevole sensazione di essere stato manipolato.

antonio proietto, delicatessen666, illustrazione satira sesso

D.Usi spesso il sesso nelle illustrazioni anche per denunciare cose che poi con il sesso non hanno nulla a che fare. Come mai questa scelta?
R.Il sesso è il mio strumento di visione del mondo. E’ un modo per smascherare chi mente. Quando sei nudo col cazzo in mano o la figa aperta, nonostante quello che dici, il tuo corpo, e soprattutto il tuo sesso, ti tradiscono sempre, rivelando chi sei veramente. E poi ne sono attratto da sempre, i miei primi soggetti disegnati, da piccolo, erano le modelle del Postal Market, della sezione biancheria intima, opportunamente assente nei miei ritratti.

 

D.C’è un motivo particolare per cui prediligi il bianco e nero? Stilisticamente a chi ti accosteresti?
R.Uso il bianco e nero perché mi permette di essere più veloce, io che non lo sono affatto, e più incisivo nel trasmettere il messaggio. Secondo me il colore “distrae”, è un elemento di disturbo nella satira. Non ho modelli precisi a cui mi ispiro. Posso dire che probabilmente una qualche influenza l’hanno avuta Pazienza, Magnus, Manara e in parte Moebius. Ma soprattutto il primo per una particolare capacità nel descrivere con il bianco e nero, e per i contenuti, di una dolorosa e profondissima sensibilità. Ho letto e rileggo quando posso molte opere di Dostoevskij e posso dire di essere influenzato dal cinema e dalla musica. Ho sempre lo stereo accesso mentre disegno.

antonio proietto, delicatessen666, illustrazione satira sesso
D.Il tuo sguardo lucido è sincero sulla natura umana è privo di ipocrisia. Cos’è che più non tolleri dei giorni nostri e della natura umana più in generale?
R.Il mio lavoro attuale e quelli che ho fatto in passato mi hanno sempre messo a contatto con tanta gente. Di tutti i tipi. E c’è una cosa che ho notato e che mi infastidisce ancora: tutto quello che facciamo o diciamo è costruito allo scopo di mostrare solo una parte di noi stessi, e non per pudore o riservatezza, ma solo per ottenere qualcosa. Spesso vengo accusato di non essere abbastanza intraprendente, di badare poco alle cose che “contano”. Questa necessità di arraffare, di sopraffare, di sopravvivere non mi appartiene, sono parte del Popolo mio malgrado. Prima di Delicatessen disegnavo, poco, per il piacere di farlo, ora per denunciare quanto siamo ipocriti. E nel recente passato questa estrema onestà nel dire le cose, anche in modo veemente, mi ha creato qualche problema con il lavoro, tanto che ho dovuto sdoppiarmi su Facebook creando due distinti profili, uno per il lavoro e l’altro per tutto ciò che riguarda il mio lato “artistico”. Due profili diversi nell’aspetto, nei contenuti e nelle amicizie. Se stare su un social non mi aiutasse a stare in contatto con tanti amici lontani con cui collaboro, ne farei volentieri a meno.

 

D.Abbiamo amato da subito sia il tuo modo di disegnare che il significato dei tuoi disegni, hai dei disegnatori/fumettisti/illustratori di riferimento?
R.Grazie! Se penso che la pagina è nata per un bisogno intimo molto personale, ogni apprezzamento dei miei lavori è sempre molto gradito. Mi fa molto piacere constatare che c’è qualcuno là fuori che condivide qualcosa con me che non sia l’ultimo modello di smartphone. Come dicevo prima, tanti grandi artisti mi hanno influenzato, e continuano a farlo.

antonio proietto, delicatessen666, illustrazione satira sesso

D.In comune abbiamo le origini, precisamente sappiamo che vieni da Crotone.
Com’è il tuo rapporto con la Calabria ?
R.La Calabria per me è come il cesso. Un contenitore di merda di cui non puoi fare a meno. E questa, anche se non sembra, è una dichiarazione d’amore per questa bellissima e terribile terra. E poi Crotone. Amo il suo mare inquinato, la sua terra gravida di metalli pesanti, la sua gente ignorante e malata di cancro. Devo a Crotone quello che sono ora, Delicatessen e quello che verrà in futuro. Dopo tanti anni, in cui più volte ho pensato di andare via, mi sono detto che prima di compiere questo passo dovrei prima di tutto conoscerla meglio. Anche noi calabresi viviamo di stereotipi e luoghi comuni legati alla nostra terra. E sono sicuro che nessun calabrese può affermare di aver veramente conosciuto la sua regione. Credo sia doveroso per tutti i calabresi, e crotonesi, che affermano di voler cambiare questa terra, ma di cui conoscono solo una piccola parte. Siamo presuntuosi, arroganti, fatalisti, crediamo di essere più svegli degli altri perché abbiamo un passato e un presente di sofferenze, che è come dire che siamo laureati a pieni voti all’università della vita. Un mare di cazzate che giustificano da sempre la nostra arretratezza. Partire da noi, dalla nostra terra, è il minimo che possiamo fare per pensare di risolvere i nostri problemi.

 

D.Per il futuro hai in mente nuovi progetti, nuove pubblicazioni? Ricordiamo a riguardo il volume Delicatessen edito da Passenger Press con ben 106 pagine di illustrazioni.
R.Il volume antologico della Passenger Press è un gioiellino di cui sono molto fiero. Ne approfitto per ringraziare Christian Marra, che con la sua Passenger Press, e soprattutto col suo entusiasmo è riuscito a realizzare questa raccolta e a coinvolgermi in altri interessanti progetti di qualità. Infatti fresco di stampa è il secondo volume della serie “Stazione 31”, che contiene una storia illustrata da me e scritta da Lorenzo Coltellacci. Una serie antologica che coinvolge tanti artisti noti e meno noti del fumetto italiano. Prossimante realizzerò, sempre per Passenger Press, un’altra storia per una serie di volumi di genere fantascientifico, chiamata “Ultima Frontiera”, questa scritta e illustrata da me. Per il futuro non so, vorrei realizzare un fumetto a cui sto pensando da un po’, continuare a fare satira, sgobbare a lavoro appresso i miei ragazzi, e alle loro mamme, e provare a girare e scoprire la mia terra. Fintanto che ancora mi va di farlo.

 

Contatti:
Sito: delicatessen666.blogspot.it

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