Libreria Antigone di Milano, un nuovo modo di fare il libraio – Intervista a Mauro Muscio

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“Antigone è una tensione, che ci costringe a lottare per un equilibro non normale, non stabile, non facile. Questo rappresenta per me oggi l’editoria indipendente, le identità di genere e sessuali, le lotte di liberazioni sessuale e antipatriarcale”. Mauro Muscio

C’era un vuoto da colmare nella giovane e multiculturale Milano. C’era da dare voce, attraverso i libri, ad un movimento, anzi ai movimenti, quelli LGBTQIA ( Lesbian, Gay, Bisexual, Transsexual, Queer, Intersex, Asexual. ) e femministe. Dal 2016 esiste un luogo dove ciò avviene, grazie a Mauro Muscio, proprietario della libreria Antigone in Via Kramer n.20, zona Porta Venezia. Il progetto della libreria Antigone nasce in realtà un anno prima,  nell’estate 2015, dalla collaborazione dello stesso Mauro e della sua amica Veronica. Inutile descrivere i loro obiettivi parafrasando ciò che abbiamo letto nel sito della libreria stesso. E’ spiegato così bene che la scelta più saggia, crediamo, sia quella di riportarla qui: “Antigone ha come obiettivi la diffusione della cultura e delle sottoculture lgbit*q e femministe, con particolare interesse per la produzione di testi, riviste, saggi e romanzi concernenti la sessualità, il genere e le relazioni tra i generi, la storia e la produzione teorica dei movimenti femministi e lgbtiaq , l’educazione e la lotta alle discriminazioni, le sessualità, le relazioni affettive, sentimentali e sessuali e le produzioni accademiche dei gender and queer studies”. Abbiamo intervistato Mauro Muscio, ed è stata una piacevole quanto produttiva chiacchierata. Ci ha consigliato anche tre libri da leggere. Quali? Leggetevi tutta l’intervista e lo scoprirete.

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Saura e Mauro – Saura è una collaboratrice della Libreria Antigone.

Domanda.Mauro siamo davvero felici di poterti intervistare e di scoprire qualcosa di più su di te e sulla tua libreria. Sei nato a Milano 28 anni fa, dove vivi e appunto lavori. Com’era la tua vita pre-Antigone?
Risposta.Movimentata e caotica allo stesso modo; ho sempre avuto il bisogno di fare, di avere le giornate piene, di dare un valore al tempo. Sicuramente da quando ho aperto la libreria sono cambiati parecchi aspetti delle mie giornate e del mio stato psico-fisico, ma se mi chiedessero di tornare indietro direi sicuramente di no. Ho avuto la possibilità di scegliere il mio lavoro, o meglio, ho avuto la possibilità di sfruttare delle condizioni che mi si sono poste due anni fa, e oggi non ne sono pentito. Avevo più tempo libero per me, oggi ne ho davvero poco, ma ci sto lavorando.

 

D.Decidi di aprire una libreria, ma non una libreria qualunque . Bensì un luogo con un’anima e un fine ben chiaro: La diffusione della cultura e delle sottoculture lgbit*q e femministe per costruire una cultura e una società migliore che abbiamo come base il rispetto. Quando e com’è nato in te il desiderio di dedicarti in questo progetto?
R.Il desiderio l’ho maturato nel 2015, durante le vacanze estive, quando ho dovuto fare i conti con me stesso e ho dovuto decidere di provare a dare una risposta alla domanda “cosa farò da grande?”; la risposta l’ho trovato cambiando la domanda. Mi sono chiesto cosa vorrei fare ora, cercando di rimanere con i piedi per terra e la testa sul collo. Ho sentito il desiderio di portare avanti l’amore per i libri e gli anni di lavoro nel mondo editoriale che avevo alle spalle e ho scelto di aprire quel luogo che da troppi anni mancava a Milano, e mancava soprattutto a me.

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La Libreria Antigone e in primo piano il libro “L’Androgino tra noi” di Barbara Mapelli

D.Antigone, possiamo sintetizzare in maniera però semplicistico, è la protagonista della omonima tragedia greca di Sofocle. Una giovane dissidente che si ribella alla sottomissione del Re. Cosa ti ha spinto a sceglierlo come nome per la tua libreria?
R.Prima di tutto la volontà di legarmi ad un immaginario non maschile, non “classicamente omosessuale”, per definire un’identità, mia e della libreria, che potesse portare con sé più punti interrogativi che punti fermi. Antigone, etimologicamente contro natura, la natura in senso di norma, di legge, delle norme del “così vanno le cose”. Ecco un nome e una storia di chi, ai margini, ha voluto rivendicare l’impossibile, di chi ha voluto mettere in discussione quei margini
Al tempo stesso però un monito, così come l’interpretazione della Butler ci suggerisce, di chi ha trovato la propria identità nella lotta contro qualcosa, un qualcosa che una volta raggiunto però svuota il senso dell’identità stessa. Antigone è una tensione, che ci costringe a lottare per un equilibro non normale, non stabile, non facile. Questo rappresenta per me oggi l’editoria indipendente, le identità di genere e sessuali, le lotte di liberazioni sessuale e antipatriarcale.

 

D.Immagino che la tua clientela abbia già un idea precisa sugli argomenti dei testi che proponi. E’ capitato o capita di ricevere nella libreria persone più ostili rispetto ad alcune tematiche e che cercano proprio attraverso la lettura di ricredersi o comunque di aprire la propria mente?
R.Sì capita spesso di trovarmi ad aiutare genitori che debbano affrontare la crescita e i desideri dei figli e delle figlie, e che sprovvisti di strumenti e linguaggi, cercano nei libri delle risposte. Sono incontri molto belli, perché dimostrano che tutto è possibile, che le cose possono cambiare anche in meglio, e che le narrazioni e i linguaggi sono davvero nuovi se possono parlare a molti, e non a pochi.

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D.Il mondo dei libri, della lettura non vive sicuramente un periodo d’oro. L’Italia in generale non è un paese che legge, basti pensare che 6 italiani non leggono (dal 2001 la media non era così bassa). Ma in tanti resistono, anzi resistiamo. Che idea ti sei fatto su questo fenomeno? Perchè da noi non si riesce ad aprire un libro e possibilmente finirlo?
R.Uh. Difficile. Me lo chiedono in molt* e me lo chiedo anche io. Non sono un sociologo, mi do delle risposte su base empirica da una prospettiva ovviamente ristretta. Credo che oggi si legga diversamente a come eravamo abituati a leggere prima, e si legga per motivi diversi. Non generalizzo ovviamente, ma in parte mi accorgo che prezzo, copertina, trama, notorietà degli autori e delle autrici, tematiche e numero di pagina sono fattori che interagiscono in così pochi secondi di fronte ad un libro che è davvero difficile cogliere cosa spinga o meno a scegliere un libro rispetto ad un altro. In generale però ammetto che i clienti/ le clienti della libreria sono gran lettori, difficilmente comprano un solo libro alla volta.

 

D.Bisogna però dire che non sempre maggiore lettura vuol dire maggiore cultura. Importante è come e cosa legge. Nella tua libreria ci sono tanti testi interessanti. Quali sono 3 libri che ti sentiresti di consigliare a chi non ha le basi per affrontare le tematiche protagoniste della tua libreria?
R.Bella domanda. Non facile, ma bella. Consiglierei e consiglio sicuramente “Antologaia” di Porpora Marcasciano, un libro che ha insegnato e insegna a vivere sognando e smettere si sognare di vivere; “Elementi di critica omosessuale” di Mario Mieli, da troppi anni fuori catalogo e oggi di nuovo disponibile per Feltrinelli, per comprendere cosa sia cambiato in così poco tempo e soprattutto per capire la forza dirompente che le nostre identità hanno avuto e possono ancora avere.
Il terzo titolo che consiglierei è un romanzo che ho letto l’estate scorsa, uno dei libri più belli che mi sia mai capitato tra le mani “Tutto ciò che ti appartiene”; di questo libro sarebbe offensivo dire poco perché non basterebbe. Va letto.

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D.A proposito di tematiche lgbit*q e femministe, apriamo una parentesi sulle elezioni appena trascorse. Una candidata della coalizione del centro destra, durante la campagna elettorale, ha proposto l’abolizione delle Unioni Civili. Questo per chiederti in Italia che aria si respira riguardo queste tematiche?
R.Si respira la solita aria di ipocrisia, omofobia e perbenismo. Una candidata ha proposta l’abolizione delle Unioni Civili, un altro ha proposto la chiusura dei siti porno, un altro ancora ha rimarcato la contrarietà alle adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ma se questi signori rappresentano una faccia, mi chiedo e chiedo allora quale sia l’altra. Tra le grandi forze politiche ( grandi? Forze? Magari ne parleremo un giorno) chi ha proposto cosa? Chi si è rappresentato come degno avversario su tali tematiche tale da rappresentare gli avanzamenti dei diritti ? Ma soprattutto chi ha avuto il coraggio di dichiarare che diritti civili e sociali se sono slegati tra loro non hanno nessun valore? C’è chi è contrario alle unioni civili e chi ha fatto una legge per riconoscerle dopo aver approvato il JobsAct e prima di approvare il decreto sul decoro pubblico. Si respira un aria insana in Italia, e la maggior parte degli schieramenti politici che si sono presentati alle elezioni ne sono complici e colpevoli.

 

D.Mauro grazie per questa piacevole chiaccherata, vogliamo chiudere l’intervista con una domanda sul tuo futuro e su quello della libreria. Cosa ti auguri per te stesso e quali progetti hai per Antigone?
R.Ricca non la diventerò, questo è chiaro. Mi auguro di trovare più stabilità tra la dimensione privata e lavorativa. Vorrei poter trovare uno spazio più grande dove spostare l’attività, ma per ora faccio il bravo, fortifico quello che ho costruito in due anni e rimando il tutto tra un anno.
grazie per l’intervista, siete troppo fighe.

Contatti:
Sito: libreriantigone.com
Facebook: facebook.com/LibreriaAntigoneMilano
Instragram: instagram.com/libreria_antigone_milano

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